Attrezzatura – Sardegna in Viaggio

Attrezzatura

 Il Tarp, può risolvere un sacco di situazioni, oltre che darci copertura per pioggia e sole.

Si potrebbe scambiare per un semplice telo, e forse lo è, con la caratteristica di poter assumere diverse forme di riparo. Il senso è proprio dell’isolare le persone sottostanti, da pioggia, vento e raggi solari. Dotato di anelli passanti, per fissare il cordame, e dei sostegni, come i pali o i bastoni da trekking, risulta indispensabile per le escursioni in montagna, in quanto il tempo può cambiare in dieci minuti; ma anche sulla sabbia, in caso di sole forte e vento.

La forma di solito è quadrata, può essere piegata in modi diversi, per avere la massima estensione, bisognerebbe legarlo sugli alberi, in orrizzontale, quasi a formare una vela appesa a mezz’aria. In questo caso, servirebbe come antipioggia, ombreggiante contro il sole; ricordo che può portare ad una diminuzione di otto gradi di temperatura. Nella foto a lato è stato impostato a formare un riparo tipo tenda canadese. Con i pali posti al centro, e i lati fissati con picchetti a terra. I cordini longitudinali servono a mantenere in piedi la struttura ed i pali.

Nella foto sotto potete vederlo montato in orrizzontale, ma oltre a fare ombra, serve per evitare che cadano foglie, aghi di pino, e altro dagli alberi esposti al vento. Sopratutto se si sta mangiando.

Può essere utilizzato anche come prolungamento della tenda, in modo che sotto la pioggia o la neve, si possa uscire dalla tenda, indossare le calzature senza bagnarsi, e poi andare. Si possono riporre sotto ad esso, oggetti come bici, scarpe, zaini, e quant’altro. Ricordiamoci che le calzature se sono chiuse vanno riposte con la suola verso l’alto, e gli zaini devono essere legati appesi. 

Nella foto sopra si può notare la stuoia posta sotto al tavolino, per garantire di non alzare polvere, per fermare il tavolino stesso, per dare una forma all’area dedicata al momento in cui si sta a tavola tutti assieme, sia per fare i compiti, che per mangiare.

Se siamo in uno spazio aperto, un campo, un prato, inutile dirlo, l’unico pensiero potrebbe essere l’allineamento con il sole. Questo perchè il montaggio del Tarp necessita la posizione del lato inclinato, verso sud, in modo da creare ombra il più a lungo possibile durante la giornata.

Nella foto qui sotto, si può guardare come ruota il sole sull’asse terrestre, rispetto al movimento della terra. Sempre da Est verso Ovest, in una parabola che lo vede abbassarsi verso Sud . Risulta evidente che se posizioniamo un Tarp in spiaggia alle ore 8:00 del mattino, alle ore 15:00 del pomeriggio la posizione del sole sarà molto diversa, quindi per non dover spicchettare e riposizionare più volte il parasole, è meglio considerare subito quale sarà l’andamento della luce.

Alcuni utilizzano la tecnica della “corda stendi panni”, due pali, una corda in linea tra di essi, e quattro cordini con picchetti per tendere e sorreggere. Se lo utilizzerete in spiaggia, con il fondo sabbioso, i picchetti saranno inutilizzabili, bisognerà ingegnarsi, o si predispongono delle croci di legno e si sotterrano, oppure le bottiglie d’acqua alle quali legare i tiranti, oppure delle semplici pietre. In tutti i casi vi servirà una piccola pala per scavare e poi sotterrare il peso.

Nella foto sotto, se ci fossero dei pali, della luce, dei rami, oppure due alberi aiu quali legare la corda diritta, fareste molto prima a montarlo. Un volta tesa la corda, sarà sufficiente decidere che forma dare al Tarp. a cavallo sulla mezzeria tipo tenda canadese spiovente, oppure un lato spiovente e l’altro diritto a formare una tettoia. Un bordo fissato sulla linea della corda e tutto il resto inclinato indietro oppure ripiegato a formare una stuoia. Insomma potete sbizzarrirvi. 

 La nostra esperienza sopratutto in Sardegna con il forte vento Maestrale, l’allestimento lo facciamo così. Prendiamo l’ombrellone, anche piccolo, e lo piantiamo, a volte risulta basso, perchè inserito sotto la sabbia. Sopra poniamo il tarp, o i due tarp legati, in modo da sfruttare l’ombrellone come sostegno centrale. La parte posteriore va fissata contro vento, in modo che il bordo sia appoggiato alla sabbia, in modo da far passare meno aria possibile. All’ombrellone per evitare di vederlo volare come un acquione, potete attaccarvi uno zaino o il sacchetto del tarp riempito di sabbia.

In questa immagine sottostante, potete notare l’effetto del Maestrale sulla nostra struttura, che però regge e continua a fare ombra sui dispositivi elettronici, e sulla borsa frigo. Per garantire ai cordini il sostegno, oltre ad aver sotterato una pietra legata, sopra abbiamo messo altre pietre, così da avere più peso. Sembra una sciocchezza, ma nessuna alternativa è comoda come il Tarp, perchè le tendine sono piccole e non fanno circolare l’aria, i gazebo sono ingombranti e pesanti. Questo sistema pesa un chilogrammo, e sta in un sacco molto piccolo da trasportare. Il sole può essere molto pericoloso a giugno, ne sa qualcosa Laura, che ha preso l’eritema, ma vi spiegheremo anche il rimedio sardo, per farlo passare. In fondo trovate un video simpatico della Quechua, la nostra marca preferita, che spiega come utilizzare il Tarp nelle varie forme.

 


Un grazie agli amici di SHERPA MOUNTAIN SHOP di Ronco Briantino, e al mitico Giovanni che sono diventati Partner d’Eccellenza del Progetto Sardegna da costa a costa, e ci hanno consegnato un’attrezzatura straordinaria che vi vogliamo far conoscere, e che consigliamo anche al nostro amico Marco Garbetta. Da portare ovunque, perchè è minimal, ma molto efficace. vi lasciamo il video di presentazione https://youtu.be/vTscrZFoCUk l’abbiamo chiamata “pentola abbattibile” perchè si ripiega su se stessa e diventa comodissima per il trasporto. Il negozio Sherpa è disponibile anche online all’indirizzohttp://www.sherpaonline.it Conosciuti questo inverno per un restauro d’urgenza dei miei sci, hanno lavorato veloce e bene, quindi non solo trekking, arrampicata o sci, ma tanti, tanti sport. Se poi volete provare ad arrampicare in sicurezza a fianco al negozio c’è la palestra attrezzata dove potrete osare verticali vertiginose con passaggi incredibili, oppure osservare come si muovono i maestri. Insomma GRAZIE GRAZIE GRAZIE, vi ricorderemo ogni volta che il fuoco sotto la pentola preparerà l’acqua bollente. Ritroverete Sherpa Mountain Shop, nella guida BREAK.GUIDE a settembre, con tantissime iniziative e novità. Testeremo diversi prodotti tecnici e ve li faremo conoscere sempre sotto l’occhio esperto di Giovanni e del suo TEAM! Ragazzi domani si parte, seguiteci, perchè ogni giorno posteremo foto e video del diario di viaggio. 2000 chilometri ci separano dalla meta, ma anche gli esploratori più piccoli in questo caso Noemi e Cristian sono pronti ed in fermento, domani ultimo giorno di scuola, un panino e via, si parte per Livorno, nave, sbarco in Sardegna. Poche ore e riempiremo questa pagina di informazioni e immagini nuragiche mi vien da dire. Speriamo sempre di essere all’altezza e di fare quello che serve per stimolare tutti i bambini a costruire nella vacanza un momento di crescita, di scoperta, di formazione del proprio carattere. Un saluto a tutti Laura e Andrea.

Questo era l’articolo uscito nella rivista n° 8 di Bambini in Viaggio di maggio 2016. Giovanni al telefono mi chiese cosa poteva servirci per questa avventura, ed io non sapevo come si chiamasse, ma avevo visto un video su Youtube che dimostrava l’efficacia di questa pentola da campo. Giovanni mi spiegò che era un oggetto prezioso per chi viaggia e ha poco spazio, una pentola che fa bollire l’acqua anche con il semplice fornello da campo, una pentola dotata nel coperchio dei fori per scolare la pasta. Un oggetto, e ve lo possiamo garantire, eccezionale, lo abbiamo usato in tanti modi diversi, e alla fine è diventato parte del nostro corredo trekking. Si chiama pentola abbattibile, si richiude su se stessa. 

 Le Tende ed il Campo Base

Per campo base intendo un luogo in cui trovare riparo, caldo d’inverno, fresco d’estate, cibo, acqua, un caffè. Un luogo in cui poter riposare la mente ed il corpo. Un luogo in cui stare all’asciutto se piove. Un luogo in cui poter fare il punto della giornata, stendere ad asciugare i panni, collegarsi ad internet, aggiornare il proprio diario di bordo.

A volte serve solo un saccoapelo e un albero dove ripararsi, ma con le nuove tecnologie che abbiamo a disposizione, sarebbe assurdo non utilizzarle.

Laura ed io, abbiamo iniziato con una tendina Decathlon, una Quechua 2 Second, una di quelle che non vedi l’ora di aprire e lanciare in aria, per vedere come si monta da sola, e che poi per richiuderla non ti ricordi se la fettuccia gialla andava sopra o sotto, se quell’attacco era libero o se ci andava infilato ,l’altro, e alla fine ti rendi conto che sei uno spasso, perchè c’è gente che si ferma a guiardarti, mentre lotti contro quest’oggetto. Alcuni perchè lo hanno vissuto, e si ricordano le stesse fatiche, altri perchè sono incuriositi più dalle movenze, che dalla tenda in sé. Questo perchè sembra che stai soffocando qualcuno, lo giri, lo sbatti a terra, ci sali sopra a cavalcioni, lo tiri con tutte e due le mani, sembra di essere al rodeo, mentre stai domando il toro.

Consigli pratici

Le tende per tanto siano costruiti con materiali resistenti, sono comunque fragili verso punte, lame e spine o rami adunchi. Una volta fatto un buco, la tensione superficiale della tenda tenderà ad allargare il foro. Nella parte inferiore il pavimento è rinforzato, ma il primo consiglio è di avere una stuoia rivestita,  da Decathlon le trovate in abbinamento alle tende. oppure un bel foglio di nylon spesso. Per tutta la Sardegna noi abbiamo utilizzato un unico telo di nylon grosso, messo in doppio, per la lunghezza rettangolare delle due tende. Avevamo una 2 second da due posti e una da tre posti, così da avere un po’ di spazio in più per stivare i materiali più a rischio.

Guardatevi sempre intorno prima di decidere dove fare iul campo base, osservate bene come si muovono gli lberi, da che prte sorge il sole, da dove soffia il vento. Controllate il fondo per capire se ci sono spuntoni nel terreno, se è diritto o inclinato.

Ogni scelt sbagliata si trasforma nell’emergenza, o con il cattivo tempo, in una situazione fastidiosa, che fa perdere tempo, e acui bisogna badare, nche se si vorrebbe fare altro.

Guardate bene il terreno, provate a sondre che sotto alla sabbia non ci siano formicai, noi non ci siamo accorti, e nel Camping Nurapolis abbiamo piazzato il campo base su un formicaio di dimensioni enormi, le formiche rosse, minuscole, quando sono incazzate, ti attaccano urticandoti caviglie, piedi e polpacci. Una lotta infinita, tanto tempo perso. Ricordate che quello che si ferma su di vi, lo trasferirete nelle tende, quindi prima di aprire la cerniera della zanzariera, controllatevi a vicenda.

Ogni occasione di trekking diventa un’occasione per sperimentare con l’attrezzatura l’emozione dell’avventura, e del mangiare all’aperto. Qui siamo nelle foto ad Alpe Giumello, in Vallssassina a 1100 metri circa, sulla piana che dalla vetta porta a valle. Abbiamo optato per fermarci, riposare e ripartire verso la vetta il giorno dopo. Disposta la tenda ho iniziato a preparare la cena, guardando un cielo stellto e la luna piena. Fare odore di cibo può essere pericoloso in montagna, quindi è sempre meglio avere una luce in testa, per illuminare intorno. Basta anche la luce rossa, farà indietreggiare le piccole creature che abitano qui. Non lasciate mai cibo o sacchetti dell’immondizia fuori dalla tenda o in giro. Piuttosto un sacchetto chiuso dentro l’altro. Una buona zuppa di piselli, con un pezzo di pancetta affumicata, parmiggiano grattugiato, ed infine due bruschette di pane e del buon vino rosso. Se c’è ancora fame, qualche biscotto secco e un goccio di grappa.

Il mio zaino è diviso in modo da avere tutto a portata di mano, nella parte bassa tutta la cucina da campo, nei tasconi laterali le bottiglie e le cose lunghe come il coltello da caccia, pittosto che il tarp, oppure il salame nostrano. Nel capitolo zaino vi darò le mie indicazioni per sceglierlo e come dividere il materiale.

Per la sardegna ci siamo organizzati con 4 bombole di campingaz, una cucina da campo richiudibile in valigetta. Per comodità, perchè puoi cucinare con pentole diverse. Perchè è sicura, perchè consuma poco. Perchè con la valigetta che la contiene messa ad angolo contro vento, si può cucinare anche in pieno maestrale. Lo abbiamo vissuto al Camping I 4 Mori, sotto pieno vento di Maestrale.

Oltre alla pentola abbattibile, che è comoda per i trekking, consiglio questa pentola doppia, perchè protegge il cibo come un coperchio, fa effetto forno, se devi fare la frittata la giri e non devi fare altro, se devi fare due pietanze diverse, disponi di 2 pentole antiaderenti. Se la scaldi bene diventa una brasiera per carne o pane. Si lava in un attimo, senza sprecare acqua.

 

 Lo zaino

 

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