BARI SARDO STIAMO ARRIVANDO – Sardegna in Viaggio

BARI SARDO STIAMO ARRIVANDO

11 Giugno 2016

Dopo una notte di ristoro, e aver fatto colazione con l’orzo scecherato di Laura, siamo partiti in esplorazione  di questo campeggio che in realtà sono due, sì, uno è Calapineta, e all’interno c’è anche Mandras, due realtà che convivono assieme.

All’ombra dei pini marittimi, sono state fissate delle amache, che rappresentano una zona di vero relax, dove l’aria filtra l’odore di resina in mezzo agli aghi di pino, e la terra appena riscaldata dai timidi raggi di sole, fa sentire il profumo dell’estate che sta arrivando.

Pochi passi, e mentre Cristian e Noemi rimangono a rilassarsi sulle amache, Laura ed io, avanziamo verso l’esplorazione di questa costa che non conosciamo. Gli arbusti a basso fusto, sembrano quelli delle terre d’Istria, anche il loro profumo me li ricordano. Dopo diciassette anni in cui non ho mancato una stagione estiva in quei luoghi magici, ritrovarli qui, mi porta indietro con la memoria. Un acciottolato di sassi, leggermente inclinato, si bagna nell’acqua tranquilla. 

Trovo lo stesso tipo di sassi che da bambino facevo roteare a creare cerchi sulla superficie dell’acqua, ed anche quei grumi neri fastidiosi ed appiccicosi, di catrame. Ogni tanto un pezzetto di pietra pomice. Una terra selvaggia questa Sardegna, libera da stereotipi, pulita di una natura incontaminata e fluente.

Il campeggio è suddiviso in due realtà che coesistono e convivono. Una è il campeggio dei campeggiatori stanziali, quelli cioè che si fermano per tutta la stagione, e le loro roulotte sono delle vere e proprie depandance, con coperture di legno, frigorifero, cucina. Questo è il Camping Calapineta. L’altro invece il Mandras è un campeggio costituito dalla volontà di creare una comunità di villeggianti che convivono assieme. Attraverso l’utilizzo di tende montate su palafitte di legno, con coperture impermeabili, ma che nascondono un segreto.

Le tende al loro interno sono aperte ed inglobano una struttura di legno che forma il bagno, con pensili e lavandino di ceramica, con la doccia rivestita da piccole canne, ed uno spazio per più letti. Sono comode, aerate e fresche, ma anche protette dagli agenti atmosferici. Questa realtà ci viene spiegata da Giovanni, il responsabile qui, lui l’ha imparata in Africa.

Le ore sono scandite dalle attività, se si vuole raggiungere la spiaggia attrezzata di santa Lucia o di Sa Pedra Ruia, c’è una navetta che fa la spola andata e ritorno ad orari programmati. All’interno del campeggio ci sono molte attività legate agli sport acquatici da fare a Santa Lucia, nel campeggio c’è una piscina, ci sono le mountainbike da noleggiare, ci sono tante attività.

Poi arriva l’ora del pranzo, e sotto al tendone centrale, si animano le persone, che apparecchiano, e posizionano vassoi ricolmi di cibo, per dare vita al self-service, dove si può mangiare tutti assieme, con lo staff dell’animazione, e puoi ritrovarti seduto tra un australiano ed un londinese. Un modo conviviale per creare uno scambio multiculturale. I bambini sono contenti, oggi avevamo bisogno di trovare qualcosa di pronto, di particolare. Prima del servizio siamo andati a sbirciare il cuoco al lavoro, un ragazzo giovane, ma concreto e di mestiere, che ci ha deliziato, al punto che alcuni hanno optato per il bis.

Alla sera la musica cambia, perchè c’è un orario preciso per l’aperitivo, dove assaggiare e degustare del buon vino locale, oppure farsi portare via con la mente a luoghi più tropicali rapiti dall’aroma amarognolo dei sigari cubani, mischiati al Rum invecchiato in botte.

Camminando nel campeggio alla sera, immagino di vedere nelle sere d’agosto, la brace accesa color arancione, sui barbeque sparsi per il campeggio, fatti in muratura con il bordo antivento, abilmente costruiti. Non manca nulla qui, c’è una pace che regna sovrana, come l’immagine che porto dentro e che ogni tanto riguardo, di quelle due persone anziane, che all’ombra del grosso pino, sulle rive del mare, ascoltavano il frangersi dell’onda, sedute sulle loro sedie pieghevoli, rinfrescati dal venticello della brezza marina. Forse anche loro stavano ricordando un viaggio o un luogo, vissuto e fatto diventare parte di loro, come io mi accingo a descrivere con queste parole, perchè è stata un’emozione che è viva dentro me.

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Baia Cea

 

Sentiamo ancora la stanchezza fisica, e abbiamo bisogno di rilassarci, così decidiamo tutti assieme di ritornare in un posto che avevamo già visitato il 12 luglio 2014, si tratta della Spiaggia di Baia Cea, una spiaggia che ricorda i tropici, viene chiamata simpaticamente Rocce Rosse, perche sulla sinistra ci sono in mezzo al mare due scogli rossi che spuntano dal fondo e si alzano per circa otto metri fuori dall’acqua.

Questa volta con asciugamani, zaino termico pieno di frutta e verdura, la action camera e tanta voglia di stare in ammollo in un’acqua cristallina, ci siamo dedicati un po’ di ore per recuperare. Il sole caldo ci ha accompagnato per tutto il tempo, l’acqua come ci ricordavamo è sempre un po’ più fredda, forse perchè ci sono delle sorgenti sottomarine.

Passare una giornata qui, ha fatto riaffiorare i ricordi, sia del paesaggio, sia quelli subacquei, facendo un piccolo giretto ho ritrovato le corde legate ai corpi morti, con i gavitelli per l’ormeggio, le stesse su cui si era impigliato l’amo della mia canna due anni prima.

Ancora una volta viene da chiedersi come mai si cerca di andare a trovare all’estero posti belli come quelli che abbiamo già qui in Italia e non lo sappiamo, oppure non ce ne vogliamo rendere conto.

Camping l’ultima spiaggia Bari Sardo


La pacchia è finita, si viaggia di nuovo in direzione sud-est, la prossima tappa è un villaggio che dalle foto che abbiamo visto sul sito internet sembra una Disneyland nell’acqua. Possiamo dire che una dominante di questo viaggio è sicuramente l’acqua. L’ultima Spiaggia stiamo arrivando.

Veniamo ricevuti all’ingresso dalla sicurezza del villaggio, che aspetta i nostri documenti per consegnarci il braccialetto che porteremo per tutto il tempo. I bambini sono liberi di muoversi in questo paradiso perchè non c’è modo di uscire e la sicurezza è notevole. Dopo aver fatto un giro di perlustrazione con una piantina del campeggio, abbiamo deciso di metterci nella zona del villaggio, dove non ci sono piazzole, su un terreno asciutto, sotto l’ombra degli alberi che qui vanno per la maggiore: gli eucalipti ed i pini. Siamo vicini ai servizi igienici, abbiamo due alberi su cui legare la corda per i panni, ed anche la mia bandiera italiana della Marina, non so perchè ma avevo voglia di vedere il Tricolore sventolare, per dare colore, perchè così tutto intorno a noi sanno chi siamo e da dove veniamo.

La struttura dell’ingresso sembra uno stile liberty, le persone qui sono gentilissime, e appena apri la porta escono dei simpatici cagnolini, che hanno fatto le feste a Noemi e Cristian.

Nelle ore più calde, si studia, si fanno i compiti, si gioca e si decorano i sassi raccolti nel nostro andare, per lasciare un ricordo del nostro passaggio, per dare solidità a questo viaggio-progetto-baratto che mi sembra ancora un sogno nella testa, ma che sta dando già i suoi frutti, abbiamo incontrato ancora una volta delle persone stupende, il luogo è magnifico, siamo circondati da verde, piscine, e per me che amo fare i tuffi nel mare, c’è anche la Spiaggia di Planargia.

Il camping l’ultima spiaggia é un campeggio molto bello, é stato molto divertente trascorrere un breve tempo lì.
È un campeggio con una piscina enorme e molti animali. È stato molto divertente stare qui. Mi è sembrato di vivere uno dei miei sogni: ho sempre desiderato vivere in mezzo agli animali e divertirmi tantissimo con le varie attività e i vari giochi.  [Noemi]

Ittiturismo La Peschiera


La cena sul nostro Diario di viaggio è stata organizzata presso una struttura che Laura conosce bene, è stato realizzato negli anni da una Cooperativa di pescatori, oggi prende il nome di Ittiturismo la Peschiera, si trova vicino al Porto di Arbatax. L’arrivo notturno non è stato semplice, comunque bisogna arrivare alla Riva di Ponente, adiacente al Canale Baccàsara, si deve arrivare fino in fondo, poi troverete un parcheggio. Proseguendo a piedi, vi troverete circondati dal buio, lungo una strada di ghiaia, ed immersi nei riflessi delle luci sullo specchio d’acqua che ospita tante boe galleggianti, che sono il vivaio di cozze. Dovrete attraversare un ponte molto suggestivo, che sovrasta il canale. Potrei dire che basta seguire i profumi della cucina, ma alla fine troverete il ristorante. Se il tempo lo permette, si può stare riparati sotto alla struttura in legno, ed osservare cuochi e camerieri al lavoro.

Qui si mangia rigorosamente pesce. Una struttura consolidata, che offre qualità, pesce fresco a prezzi contenuti. Per avere più informazioni andate alla nostra recensione cliccando qui.

Cristian e noemi in piscina

 

La notte è passata e al mattino ci svegliamo riposati e freschi, c’è una lieve brezza di mare che scuote i larici ed eucalipti che ci circondano, ogni tanto cade una foglia o una bacca, che risuona come un invito sulla tenda, un invito ad uscire ed andare a visitare questo villaggio, che risulta essere molto grande. Ieri sera ho scattato delle foto in notturna per far vedere quanto sono suggestive le piscine illuminate, sulla destra si trova il bar della struttura, dove poter degustare un buon cocktail in mezzo alle palme.

I ragazzi sono andati a fare i tuffi nelle piscine, mentre Laura ed io ci siamo dedicati alla lavatrice e all’asciugatrice, poi abbiamo visitato il villaggio, trovando tanti punti di forza, compresa la spiaggia.

Un paradiso per i bambini, e per i genitori, in quanto qui è tutto sotto controllo, tanta attenzione per la sicurezza, un intero staff di gurdiaspiaggia. Le piscine sono diverse, quella con il ponte che la divide in due, ha la roccia viva incastonata tra le cascate. Circondata da fiori, e con la profondità giusta per far stare in piedi anche i più piccoli.

La piscina proprio per i più piccoli, è messa vicino al bar, è poco profonda, ma consente di giocare in sicurezza. Possiede le sponde inclinate in modo da facilitare l’ingresso e l’uscita.

La spiaggia possiede tutte le caratteristiche della tranquillità, vi potrete sistemare a piacimento, e riempire i vostri occhi con un panorama mozzafiato. Sulla sinistra trova spazio un nuraghe, che è in realtà la Torre di Barì.

La torre di Barì è un’antica torre medioevale posta sulla costa orientale della Sardegna, nella provincia di Nuoro. Si trova lungo la costa orientale della Sardegna, in Ogliastra, a circa quattro chilometri dal centro abitato di Bari Sardo. La costruzione della torre nella zona di Barì, fu consigliata nel 1572 dal capitano di Iglesias Marco Antonio Camos, poiché quel sito risultava molto frequentato dai corsari.

 

Cristian e Noemi consegnano la “pietra dell’Amicizia” a Edoardo, quale ricordo dell’amicizia iniziata, e del nostro essere passati di qui.

Frutta e verdura

Appena usciti dal campeggio la nostra caccia ai chioschi iniziava. Subito attaccato al villaggio, sulla stessa strada sterrata, abbiamo trovato un chiosco della Coldiretti, dove abbiamo fatto rifornimento per la cambusa.

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