CAMPING CALA PINETA E MANDRAS – Sardegna in Viaggio

CAMPING CALA PINETA E MANDRAS

10 Giugno 2016

Sfiniti ma ricchi di quest’avventura e delle emozioni vissute, risaliamo in direzione nord, verso la costa, per raggiungere Santa Lucia, dove ci aspetta il Camping Calapineta. Stare seduti in macchina, guidare ed avere questa brezza fresca che ti avvolge, è una sensazione incredibile. Stiamo percorrendo a ritroso tutta questa strada di tornanti, curve mozzafiato, che ti danno la sensazione di volare sopra a questi monti, chiamati “tacchi”, per la loro conformazione tronca, e vediamo il sole che scende all’orizzonte.

Siamo stanchissimi dopo questo lungo percorso impegnativo, sappiamo già che arriveremo con il buio, e sto già pensando, anzi, quasi sperando di poter avere la macchina vicina, così da sfruttare i fari per poter avere un po’ di luce e montare in fretta il campo base.

Così è stato, siamo arrivati nel buio pesto, perchè i lampioni sono distanti dal luogo in cui sorgerà il Campo Base. Abbiamo scelto un’area un po’ isolata ma non troppo distante dai servizi igienici, prima con le luci dei telefonini, poi con la torcia sulla testa, ed i fari della macchina io assieme a Cristan abbiamo scaricato e montato il campo base. Mentre Laura allestiva il tavolo per cenare. Noemi poverina era crollata dal sonno e dormiva appoggiata alle valige legate sui sedili posteriori della macchina.

Il cielo era stellato e limpido, uno spicchio di Luna faceva capolino, e tutto intorno c’era un silenzio tombale, in lontananza vedevamo le luci dei bagni, e c’era ancora un flebile rumore di stoviglie, segno che non eravamo gli unici nel campeggio, qualcuno stava lavando i piatti, nella frescura della notte.

I ragazzi sono stati bravissimi, all’inizio non volevano neanche mangiare dalla stanchezza che avevano; ma una volta montata la tavola, le piccole sedie, e le borse del cibo, è stata tutta un’altra cosa. Critian si è lanciato in una ricetta nuova, che abbiamo adattato agli ingredienti che avevamo a disposizione. Qui lascio la parola a Laura, che ve lo spiega meglio. Io devo andare ai servizi igienici, e mi fanno male i muscoi delle gambe a salire questi pochi passi, per raggiungere il wc, ma è il peso del trekking del Gorropu, che ha scritto in un modo indelebile sul mio fisico, tutta l’avventura vissuta.

…il genio di Cristian stava per manifestarsi, aveva portato due avocado da fare in insalata, aveva pensato ad una fresca ricetta che poi abbiamo elaborato tutti assieme fino a trasformarla nel nostro modo di mangiare questo frutto afrodisiaco.

Il nome avocado deriva dalla parola ” ahuacati ” appartenente all’alfabeto del popolo atzeco che considerava il frutto dell’avocado in possesso di proprietà afrodisiache e per questo motivo veniva da loro chiamato il frutto dell’amore.

Avvocado alla Cristian

Per 4 persone

  • 2 avocado non troppo moridi
  • 2 scatole di tonno all’olio d’oliva
  • 2 cucchiai rasi di crema di cipolle di tropea in agrodolce
  • 1 cucchiaio di salsa worcester
  • 5 gocce di tabasco
  • 2 brik di fagiolli borlotti e cannellini
  • 1 cucchiaio di glassa balsamica
  • olio evo q.b.
  • sale nero di Cipro q.b.

Una prelibatezza è dire poco, poi servita sul pane guttiau come una tartina, impagabile.

La decisione è unanime: domani si dorme e ci si riposa.

Dopo il lauto pasto, aver fatto un po di toelette, ci siamo messi nei sacco a pelo, e ognuno ha fatto il suo rito della notte, chi leggendo il tablet, chi ascoltando musica, chi giocando sul telefono. Tutta la fatica fatta, tutte le emozioni, le immagini di quel maestoso Canyon le avevamo dentro e fuori di noi, e adesso i nostri muscoli reclamavano riposo. Avevamo ipotizzato che fosse difficile anche per noi che siamo abituati a fare tekking, ma non pensavamo così tanto. Buona notte Diario di Viaggio, riposa anche tu, perchè domani sarà una giornata esplosiva.

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