DA ROMA A CAPALBIO – Sardegna in Viaggio

DA ROMA A CAPALBIO

1 luglio 2016

Da Carla ogni momento diventa intimo, per il tipo di appartamento, per la tipologia di servizio, per la sua grande ed infinita disponibilità all’ascolto. Non si può rimanere insensibili di fronte ad una persona così genuina, che ha una grande esperienza, che ha voglia di condividere con te la sua vita, i suoi viaggi i suoi amici. Roma è così, semplice e difficile, maestosa anche nella profondità delle persone.

Scendendo a piedi per raggiunere Ponte Sisto, si incontra il Bar Meccanismo. Un luogo di culto per chi ama i cocktail, il buon caffè, e le sarete un po’ fusion un po’ jazz. Un arredamento definito “Fabrik”, che lega il metallo e le borchie, ad una illuminazione da fabbrica con questi proiettori metallici.

 

Lo scultore Francesco Bartolucci

Uno scultore di anime di legno, che continua nella tradizione quest’arte millenaria. Figure di legno, burattini, pinocchio che ti guarda e ti segue, sembra voler dire: portami via con te!

Sembra di sentire piangere la figura nel legno, ad ogni colpo di scalpello, Bartolucci sa esattamente dove si trova la scultura all’interno delle venature del legno, e la fa emergere con sapienza e bravura, arte conquistata in tanti anni di esperienza. 

Camminando ancora si incontra il Museo delle cere, dove scoprire tanti personaggi, e la loro storia.

Cristian ha voluto mettersi vicino alla riproduzione in cera di Albert Einstein, davanti al Museo delle cere.

[…]Il Museo delle Cere è stato fondato nel 1958 da Fernando Canini che, dopo aver visitato i musei delle cere di Londra e Parigi, decise di donare anche alla città di Roma un’analoga mostra che ponesse la capitale italiana in linea con le capitali europee d’oltralpe.

Campidoglio

Uno dei sette colli di Roma, detto anche Monte Capitolino, è uno dei sette colli su cui venne fondata Roma.

Tante scale da salire  e ridicsendere, questa è una consuetudine per città che sono disposte su colli. In questo caso stiamo parlando della città Eterna, capitale del Mondo, un giardino fatto di monumenti e di storia. Nel 2000 nella Sala Giulio Cesare, ho proiettato il mio primo lavoro di video e musica, per raccontare il libro “I due Viaggi” scritto dall’Amico Massimo Tedeschi (Oggi Direttore del Corriere della Sera di Brescia), e dalle foto meravigliose dell’altro amico Christian Penocchio. Quando ho varcato la soglia della Sala in Campidoglio, mi è mancato il fiato. Il salone ha nel pavimento i mosaici trasportati da Ostia Antica, in alto le bandiere dei 14 quartieri della Guardia Civica istituita da Papa Pio IX nel 1847,  e la statua imponente di Giulio Cesare. La bellezza che ho provato era anche nell’acustica per la mia proiezione. Con un permesso speciale siamo entrati con la mia autovettura carica di tutto il necessario: mixer, casse Bose acusticmass (praticamente invisibili), proiettore, ecc.

Alla fine il filmato è stato proiettato, e il libro, i due viaggi, le persone ritratte nelle foto, hanno preso vita, raccontando la loro storia. 

Questa Roma da scoprire racchiude storie e vita vissuta, attraverso l’utilizzo di questi monumenti e palazzi storici, per vivere il presente. Noi l’abbiamo osservato dall’esterno, ammirando l’archtettura e le persone sparse ovunque, in cerca anche loro del loro viaggio.

Teatro di Marcello e Portico di Ottavia

Quasi a farlo apposta, come mi era capitato molti anni prima, ero uscito a far visita a Roma, e cercavo un filo conduttore, e ho ritrovato lo stesso filo, di un servizio fotografico già fatto, ma che ora era cambiato, ma funzionava ancora: i cappelli. Roma a differenza di altre città, regala l’umore, la vita, degli attori famosi, ai turisti che si immedesimano, indifferentemente dal paese di provenienza. Per quei giorni di visita a Roma si trasformano in Star, Stelle del Cinema, e la vivono proprio come una personificazione, una reincarnazione tra colori, vestiti, e gadget nel vestiario; uno di questi gadget è proprio il copricapo “Status Symbol” simbolo degli anni 50, alla Sophia Loren. «Quindi perchè non inseguire tutti i cappelli particolari, e cesellarli nei miei scatti?» Così è stato.

 

 

 

 

 

 

Sophia Loren

 

 

 

 

 

 

L’Altare della Patria

Il Colosseo

 

 Partenza per l’Agriturismo Terra Etrusca

Dopo questa seconda giornata di sole, a spasso per Roma, ci congediamo e prendiamo la direzione di Capalbio, dove pernotteremo all’Agriturismo Terra Etrusca dell’amico Carlo Veronesi e la moglie Diva. Ogni volta che salutiamo Roma, la sensazione è di “arrivederci a presto”, non semra mai un addio, o una distanza così importante. D’altro canto, siamo vicini a questa città museo, invidiata e invasa da turisti di tutto il mondo; non andarci è un vero peccato.

La macchina carica ci stava aspettando nella piazzetta del mercato, vicino al B&B a Casa Cibella, arroventata dal sole, ma pronta ancora una volta a portarci verso le nuove destinazioni.

Prima di partire, Cristian ed io abbiamo deciso di fare una sorpresa a Laura, e siamo entrati nella pasticceria all’angolo, ed abbiamo acquistato un po’ di dolciumi vari, delle vere e proprie lecornie.

Dopo un po’ di chilometri eravamo in Maremma, l’ambiente circostante era cambiato, le strade, l’asfalto, il tipo di campi e di vegetazione. Poca la strada da fare, ma non finiva più. Poi tutto d’un tratto ecco il cartello: Capalbio.

Arrivati quasi al tramonto, mentre venivano già servite le cene, carlo e Diva ci aspettavano con una bellissima camera con tre letti, un bagno, e un ventilatore al soffitto. Anche la temperatura era cambiata, si stava meglio, faceva fresco.

Ed ecco arrivare il menù deciso da Carlo, con i Correggioli al ragù bianco e percorino. Una partenza decisa per la cena, carica di sprint, abbinando il vino Brigante, una prelibatezza indiscutibile. Come vederete nelle foto successive, non sono avanzati, c’era la voglia di fare “scarpetta”.

 L’Agriturismo si sviluppa su molti acri di terra coltivata, dai quali la cucina e lo spaccio agricolo si riforniscono, di frutta e verdura. Nelle ore serali e notturne, le luci rendono tutto sotto un’atmosfera irreale, persi nel silenzio dei campi, distanti il giusto dal mare, con quel profumo di campagna che mi fa tornare indietro all’infanzia.

Non poteva mancare il prosciutto crudo maremmano, abbinato ai fichi freschi raccolti il mattino, e il melone, quasi un cesto di primizie da abbinare e gustare. Questo sapore deciso, carico che si scioglie nel dolce e zuccherino della frutta. 

Anche Cristian manifesta il gradimento per il cibo, siamo usciti dall’isola della Sardegna per approdare nella città eterna, e adesso siamo in mezzo alla campagna a due ore di strada da Roma. Non sembra ma anche questo è un piccolo paradiso. Un luogo dove riposare la mente, ed iniziare a meditare, leggere e perchè no, anche a scrivere. 

E’ arrivato anche il formaggio con due marmellate fatte da Diva, con ricette tradizionali maremmane, che da generazioni si tramandano da madre in figlia. Non si può negare la bontà di questo abbinamento, così semplice ma così raffinato.

Come finale i Tozzetti da inzuppare nel vin santo, una prelibatezza che non poteva mancare su questa meravigliosa e semplice tavola maremmana, che lega la tradizione con la semplicità di una cucina ed un servizio impeccabile.

 Anche questa giornata va a concludersi, e ancora una volta possiamo dire che quando passiamo da qui, scriviamo nella memoria pagine indelebili di una infinità dolcezza e ricche di bontà. La Maremma ci aspetta sempre, con questi grandi amici che hanno dedicato la loro vita a quest’azienda, prima in Italia se non in Europa ad applicare il biologico, già nel 1973. Un percorso scolpito e voluto, contro ogni avversità, contro qualunque ostacolo, mantenendo sempre vivo il sogno e rendendolo condivisibile, con chiunque voglia passare da qui, e fermarsi per assaggiare la Maremma, quella vera, fatta di tradizioni, di cultura, di sapori, e di accoglienza. Un’accoglienza vera, genuina, fatta da persone che vivono nella soddisfazione di coccolare chi varca la loro porta.

 

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