DOCUMENTARE IL VIAGGIO, FARE LE FOTO – Sardegna in Viaggio

DOCUMENTARE IL VIAGGIO, FARE LE FOTO

Dal post sulla rivista Break Guide del 17 luglio 2016

[…]Una compagna di viaggio fedele, indistruttibile, reattiva, completa, che mi sta accompagnando da tanti scatti, e che mi aiuta a raccontare il nostro scrivere. Ci sono oggetti e tecnologia, ai quali siamo legati, questo è il proseguimento del mio braccio, del mio pensiero, del mio sguardo attraverso il mirino. Forse banalmente qualcuno dirà: è solo una macchina fotografica. Per me non è così. E’ pura emozione.

A volte bisogna “possedere un’emozione”, e questo significa sentirla attraverso il tatto, la vista; attraverso il mondo che osserviamo nell’oculare. Ogni scatto nasce nella nostra mente prima di inquadrare la scena. Cresce nella percezione che l’ambiente che ci circonda riesce a trasmetterci.

Ognuno dovrà trovare un equilibrio con la propria attrezzatura. Si può fare anche utilizzando il telefonino; ma questo comporterebbe un problema di ricarica frequente delle batterie. Purtroppo i pannelli solri portatili, non offrono una grande fonte di ricarica, o meglio ci vogliono molte ore. Quindi se per voi, come per noi, il cellulare è un mezzo di emergenza in caso di bisogno, è sempre meglio avere un’attrezzatura fotografica specifica.

L’attrezzatura che abbiamo utilizzato per questo viaggio è costituita da:

Fotocamera bridge SONY 400V

Fotocamera SONY DSC HX60

Action camera

Reflex CANON 1DS Mark II con set completo di obiettivi

Ombrello argento, con filtro a tendina bianca

Stativo

Pannello riflettente argento 1,5 mt

2 Flash SpeedLight 580 Canon

E tanta altra roba…..

 

La voglia di scoprire e conoscere le persone, dovrebbe essere il motore del vostro “documentare”.

Un consiglio a chi legge: parlate con la gente, chiedete info alle persone, saranno contentissime di aiutarvi.

Descrivere l’emozione del fare il bagno in un’acqua cristallina.

Articolo del 14 aprile 2016 su break.guide

Ogni viaggio avrà dei punti fermi, intesi in soste obbligate, monumenti, musei, scorci sul mare o sui monti, vette delle montagne, viste metropolitane, artisti da strada, momenti di vita quotidiana. A me piace molto cogliere a luce del mattino per fotografare il cibo preparato sulla tavola della colazione, la frutta fresca. Non mi pongo nell’ottica di fare lo scatto da “catalogo”, ma voglio solo rubare una foto, che fra qualche anno, mi ricorderà quel viaggio, le persone che hanno viaggiato con me, e cosa abbiamo visto e mangiato.

 

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La squadra Nazionale di Trek, messa in posa per creare un po’ di dinamica. Molte volte rappresentare con uno scatto, un momento importante, crea imbarazzo, le persone ritratte si sentono in soggezione, non riescono ad essere naturali, per strapparle un sorriso bisogna dire stupidaggini, oppure fare gesti e smorfie ridicole. Serve preparare i soggetti, spiegando a cosa servirà quello scatto, chi lo osserverà, che cosa dovranno percepire le persone che leggeranno l’articolo o la rivista.

Dal primo scatto, già si comprende che non è più un scatto rubato, ma è una foto di posa, dove si cerca di valorizzare i loghi della divisa, dove l’allenatore deve spiccare per stile e professionalità. Tutto con un fine ben preciso: accompagnare un testo scritto descrittivo. Queste non sono le tipologie di foto alle quali bisogna ispirarsi quando si deve documentare un viaggio, oppure un reportage. Quindi la domanda chiave è: come dovremo fare le foto e come impostare macchina fotografica o telefonino?

 

 

 

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(38° Eq. Naz. FITETREC-ANTE L’aquila.)

Non è molto difficile, basta seguire poche ma semplici regole base.

La prima regola è scegliere il soggetto da ritrarre, se il soggetto non ha stile, non si inserisce bene nel contesto, anche il risultato non potrà essere diverso.

La prima regola che viene insegnata in fotografia per inquadrare è usare la regola dei terzi, cioè immaginare di avere due righe verticali e due orizzontali, che si incrocino dividendo l’immagine in sei rettangoli. Posizionare i soggetti principali in uno dei quattro punti di intersezione di queste quattro linee. Se osservate l’immagine a fianco, noterete che ho volutamente trasgredito a questa regola, perchè volevo creare una dinamica diversa. Ho scelto di aspettare che il cavallo si avvicinasse, in modo che i suoi zoccoli sparissero nella mia inquadratura. Come a trasmettere a chi osserva il movimento verso la fotocamera del soggetto. L’ho posizionato a destra, una destra quasi estrema, per lasciare quasi una scia ai cavalieri che seguono, infine ho fatto uscire dalla foto il sentiero, quasi un colpo di coda. Per dare rilievo al soggetto in primo piano, ho aperto il diaframma, isolandolo dal resto del gruppo, quel tanto da distinguere i binomi, ma creando una linea laterale di messa a fuoco sull’erba e sui fiori viola, quasi una cornice. Poi per creare aspettativa, ho spettato che l’amazzone chinasse il capo, o lo girasse, o si distraesse. In questo caso la forma armonica vuole che l’osservatore compia un ragionamento istintivo: h abbassato la testa perchè non vuole essere osservata? Oppure sta osservando qualcosa che c’è sfuggito? Oppure sotto sotto le viene d ridere e nasconde un gran sorriso?

Ecco, quindi già un suggerimento, usate la regola dei terzi, l regola aurea se volete, ma considerate che le fotografie migliori nascono da inquadrature nuove, diverse, sarete voi a dover esprimere l’idea, la comunicazione.

Se usate un telefonino, basta tenere premuto il punto sullo schermo che volete mettere  fuoco e su cui fissare l’esposizione. Quasi tutti i telefonini agiscono in modo automatico fissando quel punto, poi muovete il telefonino in modo d creare la vostra inquadratura e scattate.

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(Londra, Piccadilli Circus, Ragazzi Hip Hop )

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(Caval d’Utobar Ravenna, galoppo in mare.)

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(Londra un artista da strada si esibisce)

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(Londra vista sul Tamigi, London Eye)

Nelle foto sopra si può vedere come si può documentare un viaggio, usando gli artisti da strada, le persone del pubblico oppure usando un monumento, una costruzione come soggetto principale. Nella foto dove il ragazzo sta ruotando sulla testa, si può notare un altro piccolo trucco, BEN92381_tnaver inclinato verso destra il punto di ripresa, creando dinamicità. L’orizzonte viene posto in diagonale, e il soggetto principale si trova incorniciato tra la veranda dell’hotel e la riga del tappetino su cui ruota. Questo tipo d’inquadratura, in questo caso, fa sembrare ancor di più in movimento il soggetto, e introduce nella foto un pezzetto di cielo e del palazzo vicino, in modo da rendere la foto tridimensionale, annullando l’appiattimento. 

Nella foto del Limbo, il trucco per dare ancora più enfasi al soggetto, è stato quello di abbassare il punto di ripresa, quasi a toccare il pavimento, ed incastrare le linee convergenti delle fughe, in modo da fargli toccare i lati inferiori della foto. Così facendo l’osservatore viene indirizzato verso il soggetto principale. Il tempo di scatto dev’essere relativamente veloce per ghiacciare il movimento e non creare scie.

Per ultima ma non meno importante, il “black cab”, cioè il taxi come viene chiamato simpaticamente a Londra. La posizione delle ruote quasi a voler partire subito e uscire dalla foto, le portiere aperte quasi a suggerire che qualcuno deve salire o è appena sceso, il braccio sfuocato quasi fuori dall’inquadratura, quasi  suggerire adesso si muove e chiama il taxi. Sono piccoli ma azzeccati accorgimenti per indurre il nostro cervello a non fermarsi solo a osservare, ma a proporre un dopo, un’azione che sceglieremo noi da far fare.

Quando scattate foto, non fatelo a raffica, “tranne se siete a vedere una gara di formula uno”, cercate di pensare all’inquadratura, alle dominanti di colore, al soggetto e a cosa sta facendo. Poi che usiate una super costosissima reflex, un cellulare o una compatta, poco importa. Scattate e provate ad applicare i trucchi che vi ho esposto. Se volete avere qualcosa di più, potete guardare un po’ di foto, www.joemaggellano.com ricordate, osservare cosa fanno gli altri, non è rubare, è cogliere un suggerimento e farlo proprio, per poi trovare la vostra ispirazione, la vostra inquadratura. 

JOE MAGGELLANO

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