LA BATTERIA È SCARICA – Sardegna in Viaggio

LA BATTERIA È SCARICA

26 Giugno 2016

Al mattino si parte verso l’ingresso del campeggio, dove fare una buona e ricca colazione, e dove creare il set per intervistare Antonella Mele la moglie di Alessandro, per presentare il Campeggio e il lavoro fatto ed in programmazione. Prima di andare, attacco all’accendisigari della vettura il cellulare, la batteria della macchina fotografica, e mi avvio. Purtroppo tra colazione, vento, e intervista sono passate un paio d’ore, al ritorno provo ad accendere la macchina per dare un po’ di carica alla batteria, ma con mia sorpresa non parte. La batteria si è scaricata troppo e non ha lo spunto per far girare il motorino di avviamento. «Per fortuna che il Camping Isola dei Gabbiani ha mille risorse e gente di buona volontà» Dopo pochi minuti arriva una persona con un booster, lo attacchiamo e girando la chiave si manifesta quel rumore gioioso e scoppiettante del motore, tutto a posto, aspettiamo qualche minuto e sarà tutto a posto. Ancora una volta abbiamo imparato qualcosa, due cose attaccate assieme all’accendisigari scaricano la batteria in poco più di due ore.

Sarebbe bastata una pala eolica, e avremo avuto tutta l’energia che ci serviva. Come volevasi dimostrare, i panni stesi erano asciutti in poco tempo. Dalla collinetta in cui ci troviamo possiamo ammirare la costa circostante, le navi in transito, e le tende o camper nascosti nella macchia.

Alessandro e Antonella, genitori di tre bambini e manager del Camping Isola dei Gabbiani. Non solo un impegno, perchè sarebbe svanito in pochi anni, sopratutto una passione nel reinventare, costruire e migliorare questa struttura che accoglie tante famiglie con bambini, e che dà, ogni anno una veste nuova, con un’offerta su misura, con tante sfumature, sul vissuto, con semplicità, con armonia: in un paradiso naturale.

All’interno del camping c’è una zona dedicata al cibo: colazioni, break, aperitivi, pizza, ristorazione. Insomma un punto di ritrovoi per chi vuole gustare la cucina internazionale o quella sarda tradizionale. C0n la possibilità di stuzzicare, o mangiare un pasto più easy, con una buona pizza.

Le linee ed i colori sono quelli dei lounge più accreditati, dove non troverete solo il mangiare bene, ma lo stare bene, accompagnato da un servizio impeccabile. Circondati da aiuole di fiori colorati, e dalle ampie vetrate che oltre a protegere dal vento, racchiudono la quiete, la frescura, per una pausa speciale.

 

Ogni angolo di questo Camping non è stato lasciato al caso, dalle casette vere e proprie depandance, alle balconate di legno, che circondano le tettoie esterne, così da garantire privacy e sicurezza ai bambini.

La natura ha fatto il suo corso, realizzando queste insenature, tra scogli e macchia mediterranea, che guidano lo sguardo all’orizzonte, all’infinito, verso la Corsica, oppure verso il Tirreno. Ma mai malinconico, anzi ricco e pieno di vita. Uno sguardo su un paradiso, anche sommerso, visti i relitti sparsi sui fondali marini.

Ogni persona che lavora in questo Camping, ha lo stesso inprinting di Antonella e Alessandro, una selezione naturale, all’accoglienza, al vivere in prima persona il lavoro in equipe, costruendo relazioni, risolvendo i problemi, e scrivendo nella storia, il futuro dei loro figli. 

    

Non poteva essere diversa la partenza da questo paradiso, facendo lasciare a Noemi e Cristian il sasso dell’amicizia, quale ricordo del loro pssaggio, del loro aver vissuto questa esperienza.

Partenza per Nuraghe Majori

La macchina è accesa, e tutto l’equipaggiamento è stato stivato in modo da garantire comfort e sicurezza a tutti i passegeri. Nel 2014 eravamo stati qui vicino, sempre nel Comune di Olbia Tempio, a visitare sopra Palau, la Tomba dei Giganti, questa volta abbiamo scelto di andare a visitare il Nuraghe Majori.

 

Pranzo nel parcheggio di Tempio Pausania

Dopo tante curve, che ai passeggeri non piacciono, perchè scuotono lo stomaco e fanno venire la nausea, ma che a chi sta guidando invece regalano la passione per la guida, per la spensieratezza di viaggiare in mezzo a questa terra magica; finalmente arriviamo al parcheggio vicino al Nuraghe. Inutile dire che fa caldo, che abbiamo fame, che all’ombra degli alberi e delle frasche, approfittiamo di gustare i frutti della natura che abbiamo acquistato. Rinfocillati, un po’ rinfrescati, e riposati, partiamo zaino in spalla verso il monumento.

Visita al Nuraghe

 

Per scaricare la mappa e il depliant cliccate qui sul link ArkeoMappa

La forma di queste strutture, fatte di pietre, mi affascina da quando ero bambino. Il tronco di cono rivolto al cielo, mi ha trasmesso la sensazione di guardiani del cielo. Ho sempre immaginato il popolo nuragico come se fosse la civiltà evoluta di Atlantide, ed oggi, grazie all’Associazione Balares, Società di servizi Turistici, e alle due Archeologhe che gestiscono il Nuraghe Majori; finalmente potrò visitare e toccare con mano le pietre e una civiltà ormai scomparsa.


Attraverso il fitto fogliame che circonda il sentiero, raggiungiamo presto il Ristoro, una specie di chiosco ristorante, che propone diversi tipi di piatti, ma sopratutto le bibite ghiacciate. Sicuramente al ritorno faremo tappa qui.

I cartelli ci invitano a proseguire, ma sembra di non arrivare mai. Da un po’ di tempo continuo a guardare il quadrante del mio orologio per capire quanto tempo è passato dalla partenza del parcheggio.

Lungo il percorso incontriamo dei cancellli in ferro battuto e scolpito, che attiramo la nostra attenzione sia per la forma creativa, sia per l’arte con cui sono stati realizzati, assolutamente in equilibrio con l’ambiente circostante.

Sembra il paradiso per gli alberi di sughero.

[…] Il Nuraghe Majori, il più importante e conosciuto in Gallura, è situato a circa due chilometri da Tempio Pausania, in località Conca Marina, in prossimità di una collinetta granitica che si trova a 498 metri di altezza sul livello del mare, ricoperta di un fitto bosco misto di sughera, leccio, roverella, frassino ed ontano; il sottobosco è formato da fillirea, corbezzolo, erica e pungitopo.

La posizione in cui si trova e l’aspetto massiccio con cui si presenta sono la testimonianza dell’importanza che ha rivestito nel passato, differenziandosi dagli altri nuraghi presenti nel territorio della Gallura. Il monumento è situato in una posizione strategica; di controllo del territorio insieme ai numerosi nuraghi disposti nelle alture circostanti. Dal Nuraghe Majori si possono facilmente identificare i nuraghi Lu Polcu, Budas, Izzana, Naracheddu, Naraconi, Monti di Deu, Agnu e Bonvicinu.

La pietra con cui è stato realizzato il Nuraghe è incredibile. Sembra sia stata levigata, e quasi scolpita affinché ogni pezzo si potesse incastrare con gli altri.

Dire chè era una vedetta è un eufemismo, dal culmine guardando a trecento sessanta gradi, si può osservare tutto l’orizzonte che ci circonda. 

Sullo sfondo di questa visuale si vedono le case ed i tetti di Tempio Pausania.

All’interno del Nuraghe si sta bene, la temperatura è mite, e c’è una lieve brezzolina che soffia e ci rinfresca.

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La costruzione è incredibile, sia per la dimensione delle pietre che sono giganti, si per la perfezione degli incastri, non entra un filo di luce. Poi la maestosità visto che questo complesso poteva avere anche tre piani sovrapposti. Tutta la struttura poggia su una base granitica, per fare in modo che le pietre pesanti non sprofondassero nel terreno, e non crollassero nel tempo.

La tipologia di luogo, ricorda la solennità di un tempio. Il silenzio, l’essere e sentirsi avvolti dalla pietra. La frescura dovuta all’assenza di luce solare diretta. L’inclinazione delle pareti a formare un triangolo isoscele. Il canale posto sotto i nostri piedi che raccoglieva l’acqua piovana e la conduceva all’esterno probabilmene in una vasca di pietra di raccolta.

Insomma un vero e proprio studio architettonico, che gravita tutto su misure e rapporti aurei. 

I pipistrelli ospiti

All’interno è vietato usare luci flash per scattare le fotografie, perchè questa luce potrebbe stimolare a crescita di funghi sulla superficie delle pietre. Il Nuraghe ospita una colonia di pipistrelli che nidifica e crea nuovi nascituri, che sono diventati oggetto di studio.

Fermata al Punto Ristoro Nuraghe Majori

Al ritorno da questa visita incredibile, che ci ha fatto vivere dentro un Nuraghe vero, non solo raccontato o visto alla televisione o in un documentaruo su YouTube; adesso siamo contenti di aver ottenuto questa conoscenza. Sicuramente visti tutti gli accorgimenti architettonici, il popolo costruttore aveva un grande ingegno ed una conoscenza nel tempo, tramandata anche per sola via orale, di come si doveva realizzare questo tipo di costruzzione. Sappiamo che fino ad ora ne sono stati individuati almeno 8000 su tutto il territorio della Sardegna, quindi per insegnare o tramandare a tutte queste genti, la conoscenza ingegneristica di tutte le accuratezze, non può essere frutto di pochi anni di insediamento, ma invece molti anni di sperimentazione, errori, crolli, e successivamente tecnica costruttiva acquisita.

Nel tornare indietro come promesso, ci fermiamo al Ristoro, e scopriamo che all’interno c’è un piccolo museo a cielo aperto, del sughero. Siamo circondati da alberi di sughero, è un vero e proprio bosco. Ed all’interno del giardino di questa struttura, si trovano attrezzi e tante installazioni con spiegazione di come si deve o si doveva trattare questo tipo di corteccia, se possiamo chiamarla così.

Troviamo un tavoloo riparato sotto ad un gazebo, ed ordiniamo la nostra solita birra Ichnusa, e qualche bibita fresca ghiacciata. Ci siamo disidratati molto, a camminare sotto al sole, e in cima al nuraghe majori.

 

Tutto il giardino è pieno di fioriere e fiori, a volte bassi, altre rampicanti, di tutti i colori.

Ci sono anche un sacco di gatti simpaticissimi, che si specchiano nelle vasche piene d’acqua, oppure giocano, o rimangono distesi a fare anche loro la siesta, al riparo da questo sole cocente.

 

Agriturismo Monte Istulargiu

 

Cena faraonica

Da Tempio Pausania al Monte Istulargiu, la strada non è poi così lunga. Arriviamo all’agriturismo Monte Istulargiu poco prima dell’ora dell’aperitivo. Troviamo una bellissima struttura completamente integrata con il paesaggio dalle caratteristiche pietre. Un rustico complesso di appartamenti con patio e/o giardino erboso antistante, divisi dai tipici muretti a secco, e gli immancabili ulivi ed oleandri.

Incrociamo ancora clienti che hanno appena concluso il tradizionale pranzo domenicale. Appesantiti, ma sorridenti, per aver appena consumato le generose porzioni  che caratterizzano la cucina questo luogo. Qui ogni attenzione è rivolta alla materia prima, che con cura viene seguita, selezionata, ed utilizzata, per realizzare un menù dai sapori tipicamente tradizionali.
Questa loro soddisfazione impressa sul viso solletica la nostra curiosità, cosa ci verrà proposto per cena?

Dopo esser stati gentilmente accompagnati presso il nostro appartamento, ci rilassiamo seduti al tavolino, presso l’antistante terrazza della sala ristorante, con bibite fresche. In questa pausa che si antepone al pasto serale, abbiamo modo di contemplare tutta la vallata sottostante. Un patchwork di forme geometriche dalle contrastanti tinteggiature di verdi, gialli e marroni, le diverse coltivazioni. Estesi campi coltivati fino alla periferia di Valledoria, e La Ciaccia, intervallate da grigi biscioni d’asfalto. Strade che conducono verso i luoghi più disparati, ma soprattutto verso la costa ed il suo mare che si affaccia sulle Bocche di Bonifacio.

Dall’alto di questo monte dominiamo questo meraviglioso paesaggio sottostante. Ogni tanto una sagoma lontana, marroncina, dalla nera criniera, si sposta lemme lemme, in cerca di fieno ed attira il nostro sguardo. Una lunga coda scaccia ipotetiche mosche, mentre un elegante collo equino solleva il fiero muso di un bellissimo esemplare, il cavallo. Il sole è ancora alto nel cielo e non intende diminuire la sua dose di caldo. Anche se si avvicina il momento di rinfrescarci per prepararsi alla cena.

Il nostro tavolo è tra quelli che sono più vicini alle vetrate. La posizione perfetta da cui ammirare un tramonto sul mare davvero sorprendente.

Una romantica distrazione di fronte al Menù completo che Pasquale ed Antonella hanno pensato di dedicare a noi. «Veniamo subito conquistati dai soli antipasti»

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Un trionfo di salumi di produzione propria, su tagliere di legno è composto da pancetta, coppa, salsiccia sarda stagionata e pane carasau.
Seguito da assaggi di verdure dell’orto sott’olio e sott’aceto, come i carciofi spinosi sardi, le favette fresche, i pomodori secchi e le favette saltate con pancetta. A solleticare i palati più golosi ecco giungere la torta salata guarnita con i semi di sesamo. Alla quale viene abbinato un ottimo pecorino , una saporitissima ricotta mustia, ed una freschissima mousse di formaggi caprini. A chiudere in bellezza, per i più audaci, una zuppetta di Trippa in salsa piccante.

Praticamente siamo già pieni al solo vedere tutta questa quantità di soli antipasti. Nessuno ci rincorre! Un brindisi con un ottimo vino della casa, per noi adulti, che condividiamo con una frizzantissima acqua per i ragazzi, e BUON APPETITO!
Bontà e genuinità sono al top! Facciamo man bassa di tutto quanto è stato gentilmente servito, ignari che arriveranno ben due primi, i malloreddus con ragù di agnello, ed i ravioli di ricotta. Come facciamo a dir di no a co tanta bontà?

Con il pensiero che non saremo in grado di prendere il dolce, non ci rendiamo conto che siamo solo a 2/3 del menù completo… Un fumante porcetto in crosta croccante accompagnato da Invitanti patate al forno, spezzatino di agnello con olive verdi e verdura fresca, composta da insalata, cetrioli e pomodorini, determineranno la nostra fine.

 

«La fine di una famiglia che non sa dire di no» E forse, Antonella e Pasquale, lo hanno capito, infatti non si fermano con i secondi ma ci propongono anche il doce: gelato con panna e fragole per Cristian e due seadas con miele; una divisa tra me e Noemi e l’altra solo per Andrea. Ora comprendiamo appieno quel precedente incontro con i commensali incrociati al nostro arrivo, qui all’agriturismo Monte Istulargiu.

Una struttura organizzata con più appartamenti autonomi, sparsi in questa terra lavorata, una casa ristorante dove vive la famiglia, ma vi si trova la cucina e la sala per colazioni , pranzi e cene serali. Il panorama dal ristorante è incredibile, spazia su tutto il golfo di Valledoria.

                

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