MURAVERA…BUONA LA SECONDA – Sardegna in Viaggio

MURAVERA…BUONA LA SECONDA

13 Giugno 2016

Abbiamo passato una sola notte qui, ma sembra esser trascorsa una settimana. La pace, la tranquillità che Ignazia riesce a trasmettere, sommate all’empatia, la convivialità e le attenzioni che sa dare, ti fanno sentire al centro dell’universo. Coccolati da questo giardino, dai prodotti buoni della terra, da tutto quello che questa persona è in grado di dare, di donare con la volontà di chi ha la curiosità di conoscere, di condividere, ci riempie il cuore, ci fa sentire importanti, graditi. Una sensazione unica!

Anche oggi il sole non manca! Ignazia si è già messa all’opera di prima mattina, facendoci trovare la tavola imbandita con diversi tipi di pane rustico a fette, marmellata Home Made (una di fichi e limone, e l’altra di arance; rigorosamente Bio) biscotti tipici del luogo (Ignazia le chiama ciambelle), miele, caffè, latte, burro, papassine, torta allo yogurt e cioccolato. Ci sentiamo oltremodo viziati da tutte queste attenzioni mattutine e siamo ben disposti ad iniziare questa abbondante colazione.. Ignazia ci fa partecipi delle sue ricette per la preparazione dei biscotti- ciambelle e della torta allo yogurt al cioccolato, che condivido subitamente:

Ciambelle

  • 1 kg farina
  • 4 uova
  • 1 bustina e 1/2 di lievito
  • 300 gr burro o strutto
  • 350 gr zucchero
  • 1 scorza di limone grattugiata
  • poca sambuca

fare stampi con formine e infornare a 180 gradi per 20 minuti  massimo

Torta allo yogurt e cioccolato (con misurini di yogurt)

  • 4 uova
  • 2 yogurt
  • 3 misurini di zucchero
  • 5 misurini di farina
  • 1 misurino di cacao amaro
  • 1 misurino e 1/2 di olio di semi  girasole
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • 1 bicchierino di rum o mezza fialetta di aroma al rum

infornare a  160/180 gradi per 40 minuti

 

Dalla grande vetrata che si affaccia sul suo giardino guardiamo questo nuovo giorno nell’attesa di andare a visitare il complesso nuragico di Barumini. Ma i nostri piani cambiano nel momento stesso in cui respirano a polmoni vivi quel momento di pieno relax. Completata l’intervista in soggiorno, Andrea si immerge nella fotografia di ogni singola infiorescenza, i bambini giocano con Diana e il gatto Mussi.

Io mi dedico flemmatica a ritirare i panni stesi e a preparare le borse del viaggio. Due chiacchiere con Ignazia ed è subito l’ora di pranzo!

Anche se non contemplato decidiamo di concederci una pausa, ed Ignazia con la sua ospitalità genuina si prodiga nella preparazione del pasto, per poi unirsi a noi nel consumarlo. Veniamo viziati da un primo piatto di ravioli che Ignazia ha preparato dalla A alla Z. La sfoglia per la pasta realizzata con ingredienti di prim’ordine, tirata sapientemente a mano. Un ripieno di ricotta sarda, come tradizione vuole, conditi con una salsa di pomodoro bio dal sapore genuino. Quel sapore pregno del pomodoro maturato semplicemente al calore del sole sardo, al quale non rinunceresti mai. Il cannonau, vendemmiato in loco, riempie i nostri calici, con il suo rosso intenso, il gusto deciso e corposo, è un’altra attenzione che Ignazia mette in tavola apposta per noi.

Noi adulti ci concediamo del mirto fatto scrupolosamente in casa e un caffè prima di congedarci. Ignazia fino all’ultimo ci presta attenzioni che vanno oltre quel che ci aspettavamo, e ci saluta dopo averci regalato uova fresche delle galline di una sua amica del posto e una bottiglia di mirto. Lasciamo il giardino di Valentina a pomeriggio inoltrato, quasi di malavoglia, ci saremmo fermati volentieri. Ma il dovere chiama, siamo attesi al Camping Villagge 4 MORI, la strada è lunga, salutiamo questa realtà sospesa tra il cielo e la terra, con la promessa di ritornare. Ciao Ignazia grazie di cuore e a presto!

Lasciare l’affittacamere Il Giardino di Valentina, ed Ignazia Olianas, è stato come se qualcuno avesse suonato il campanello della porta di casa, “drinnnnnnn” e tutta la magia, tutto il momento di rilassamento, la spensieratezza, le coccole di Ignazia e del suo giardino; sono spariti in un attimo.

Il giardino di Valentina raccontato da Noemi
Il giardino di Valentina é un posto floreale e tranquillo. Qui ti senti a casa e capisci come vivono i sardi di Escolca.  La persona che lo gestisce si chiama Ignazia. Ignazia è una persona che cerca in tutti i modi di farti assaporare la Sardegna: con i suoi poteri culinari. Lei vive con sua figlia Valentina, alla quale ha dedicato questo magnifico posto. Ignazia e Valentina hanno una bellissima cagnolina  molto tranquilla e affettuosa ed una gatta color grigio perla, dal pelo morbidissimo. Personalmente ho trascorso un po’ di tempo con questi due “pelosi coccolosi”, perché mi piacciono molto e mi fanno compagnia.

Per raggiungere il prossimo Camping scegliamo una strada un po’ particolare, saltando la tappa al Villaggio Nuragico di Barumini. Doveva essere la nostra meta intermedia, ma oramai siamo un po’ in ritardo, visto che abbiamo preferito trattenerci un po’ di più con Ignazia. Stavamo video-registrando questa parte del viaggio, una sorta di saluto. Una spiegazione di quello che è il villaggio nuragico, la natura, la Sardegna. Laura riprendeva con videocamera e registrava i miei commenti mentre guidavo. Tutto ad un tratto ho dovuto inchiodare con la macchina, perché si sono parate davanti a noi delle mucche che hanno attraversato la strada, proprio in quel momento. Che incontro inaspettato, quasi uno scontro!

La strada del ritorno, ci ha condotto verso un Nuraghe tutto circondato da una rete metallica, che pare impossibile varcare. Neanche un cartello che lo identifichi, quindi tiriamo dritto.

Stiamo ritornando verso la costa. Siamo ancor in alto, dal punto più alto in cui ci troviamo vediamo tutta la valle sotto e la montagna. Siamo in un punto in cui sulla nostra sinistra abbiamo due antenne giganti, due radiotelescopi,  sono quasi fuori luogo. Due tecnologie ultra moderne radicate nel suolo brullo e selvaggio del luogo, puntano verso il cielo, come a cercare chissà cosa nell’intero universo. (le carte di Google Maps, ne mostrano solo una perché non sono aggiornate). Fino a quel momento non sapevamo neanche esistessero in Sardegna.

Abbiamo scelto di seguire la strada più lunga ma suggestiva, quella che segue il Fiume Flumendosa. Nell’antichità, canale di comunicazione per le merci ed i mercati, oggi grande fonte d’acqua per l’irrigazione dei campi. Arrivati vicino alla costa, abbiamo capito che spostarsi anche di pochi chilometri, significa avere: mare, temperatura, vento e persone diverse. Inondati dalla natura, circondati da questi campi ingialliti, piuttosto che di terriccio dalle tonalità vicine al color senape, tendenzialmente molto arso, siamo arrivati a Muravera. Il GPS indicava un’ unica strada, che ci ha condotto ad un punto morto, un blocco di transenne. Non abbiamo capito il perché, una strada bianca di campagna, con  bianchissima ghiaia, da cui non c’era modo di proseguire. Il GPS non ci dava alternative, quindi siamo dovuti un po’ andare alla cieca. Ritornati sui nostri passi, abbiamo rifatto pochi chilometri a ritroso, fino alla statale e poi abbiamo proseguito in direzione sud. Diversi chilometri dopo, sulla sinistra, abbiamo notato un piccolo cartello con scritto deviazione Camping Village 4 Mori, e così ci siamo tranquillizzati. L’autovettura a fatica e strisciando un po’ il fondo è riuscita a scendere dalla statale sulla strada sterrata, che era molto ripida ed in pendenza, tutta pietre. Proseguendo abbiamo lasciato dietro di noi un denso polverone bianco, fino ad arrivare, dopo tante curve, all’ingresso del campeggio. Ci appare una serie di muri dalle forme ondeggianti in stile spagnoleggiante, che paiono piegarsi assieme ai vicini alberi, ad ogni folata del forte vento, che sta sera obbliga i villeggianti a girare vestiti con felpe o k-way. All’ingresso, alla nostra sinistra, vediamo delle costruzioni in muratura, lavorate in quel modo che ricorda tanto i villaggi nuragici. Qua e là aperture, simili alla  pietra scolpita. In questi edifici sono racchiusi la Reception ed il Market, circondati da bellissimi fiori. Nel mezzo c’è un vialone lunghissimo che porta fino in fondo al campeggio. Fatto il Check-in, ed indossato il braccialetto che ci identificava come ospiti della struttura,  siamo andati a cercare un posto dove mettere le tende. Sulla destra avevamo il campo da tennis, il campo da calcio, mentre sulla sinistra abbiamo notato che c’era un gran piazzale con un ristorante, una pizzeria, un palcoscenico su cui gli animatori stavano facendo la baby dance con i bambini più piccoli. C’era molto vento, ormai stava scendendo il sole, non avevamo molto tempo per allestire il campo base e impostare la cucina, quindi abbiamo scelto di testare il servizo ristorante interno al villaggio stesso.

Cristian e Noemi sono stati bravissimi! Sono riusciti a dare una mano a montare subito le tende, ed è stata forse la prima volta che abbiamo picchettato le tende a terra  a cusa del maestrale impetuoso. Abbiamo lottato contro invisibili mani che strattonavano teli e tende, intralciandoci e facendoci fare un bel po’di fatica. Per dispetto anche il terreno ci ha dato un po’ da penare, era veramente duro. Sopra le nostre teste spiccavano dondolanti, alti eucalipti scossi dalle violenti folate. Alberi fantastici, con fusti maculati da una texture molto simile ad una mimetica militare, dalle chime allungate ed un po’ spelacchiate con foglie anceolate e profumate, che rappresentano un po’ anche il clima della Sardegna.


Ultimata la fase “accampamento”, seguita da una comoda e veloce doccia, abbiamo indossato i vestiti direttamente negli spaziosi bagni, per poi chiudere le tende,  la macchina, e andare a piedi con il nostro K-way antivento, a goderci una meritata cena.
Stava giocando l’Italia, c’era tutta la gente infervorata che gridava, nella speranza di in un goal.


Senza attendere molto sono arrivate al nostro tavolo le 4 pizze fumanti. Abbiamo mangiato veramente bene, e ci siamo rilassati un attimo, godendoci il pensiero di quanto fatto fino a quel momento. Un viaggio che incomincia ad avere il suo peso. Siamo solo alla fine della quarta giornata da quando siamo scesi dalla nave senza dormire. Adesso, dopo tutta questa strada, e quello che abbiamo visto e fatto, sembra che siamo in giro da un mese. E’ talmente forte la voglia di avventura, la voglia di scoprire, di esplorare, di conoscere nuovi luoghi, nuove persone; che non possiamo farne a meno.

 

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