PRIMA VOLTA A COSTA REI – Sardegna in Viaggio

PRIMA VOLTA A COSTA REI

14 Giugno 2016

Camping Village 4 Mori

La mattina del quinto giorno, dopo un sonno profondo e ristoratore, io e Laura siamo andati alla ricerca di cibo fresco, all’interno del market del villaggio e abbiamo trovato pane e uova fresche, una buona pancetta, per preparare una colazione sorpresa all’americana per Noemi e Cristian: “eggs&bacon”.


Un desiderio espresso da un paio di giorni, proprio dai ragazzi, di mangiare un po’ all’americana, una colazione più ricca, e così è stato! Una porzione bella abbondante per tutti. Veramente buona, corroborante con l’inseparabile pane Guttiau: croccante, fresco e saporito.

In ogni luogo dove siamo andati, abbiamo cercato di mantenere sempre questa filosofia, questo ritmo, sia per fare cambusa, sia per trovare prodotti freschi della natura.

Partendo dalla frutta e verdura presa nei vari chioschi incontrati lungo il cammino; così come pure per  uova, formaggio, pane, latte e tutto quello che in qualche maniera si può trovare in Sardegna senza bisogno di entrare all’interno di un grande supermercato o centro commerciale.

Fatta la colazione, c’era un bellissimo sole alto, si riusciva a percepire l’umidità della notte fredda appena passata, che stava svanendo .

Curiosi di vedere cosa poteva offrirci questo grande villaggio, siamo andati in esplorazione, e con nostra sorpresa abbiamo ritrovato, come riportato nelle immagini viste sul sito Internet del Camping Village 4 Mori, le piscine maestose, grandi, azzurre, pulite, attorniate dagli ombrelloni tropicali realizzati con intrecci di cocco.

 

Tante sdraio, quasi un invito a voler trascorrere qualche ora o un po’ di minuti all’ombra di questi ombrelloni e trovare un attimo di rilassamento.

Tutt’intorno alla piscina ci sono oleandri di svariati colori, piante, fiori, palme; un sacco di fontane sparse per i bambini all’interno delle piscine dedicate ai più piccini. Uno scivolone gigante dove farli giocare e scivolare fino a fare i tuffi.
L’Aqua Garden, una struttura di giochi d’acqua, con bar a ridosso delle piscine, dove poter mangiare un gelato fresco, bere una bibita, un succo di frutta oppure sorseggiare un semplice caffè.

Anche in questo caso un villaggio curatissimo nel quale fai fatica a vedere il personale, perché molto discreto, molto professionale, e assolutamente presente sia come servizio di sicurezza, sia come servizi in generale di pulizia e quant’altro.

Come sommozzatore, sono stato piacevolmente colpito di trovare, all’interno di questa struttura ricettiva, anche il Diving Center della PADI. Come evitare a questo punto di non capire come mai all’interno di un campeggio troviamo un Diving Center superorganizzato, attrezzato poi con tre gommoni e un sacco di altre possibilità. 

Così ho conosciuto Massimo, istruttore responsabile del Centro Immersioni Sardegna, il Diving Center affiliato alla PADI.
Massimo mi racconta l’emozione di andare sott’acqua. La possibilità, nel Villaggio 4 Mori, di reclutare ragazzini, bambini dagli otto anni in su, che possono fare esperienza di snorkeling: vedere con la maschera, i fondali marini della Sardegna, e tutte le varietà di pesci; ma soprattutto la possibilità di essere parte è partecipi di una giornata assieme ai genitori, da trascorrere e condividere, sopra e sotto in mare.

Due orette in piscina ci hanno dato modo di rigenerarci ed incuriosirci nella ricerca del mare e della spiaggia, su cui si affaccia questo villaggio. Un impatto emotivo incredibile, il contrasto del verde delle montagne, con il colore grigio e a volte rossiccio delle pietre, che si perdono la sabbia ambrata, ma a volte quasi argentata, cinta dall’andirivieni di questo mare cristallino. 

Io e Laura siamo rimasti ad osservare Cristian e Noemi in fermento per la ricerca delle conchiglie mezze sommerse dalla sabbia; mentre rimanevamo immobili ad ascoltare il mare, quasi ipnotizzati. Che belle le tracce delle orme sulla sabbia! Il passaggio di tante persone che prima di noi hanno percorso questa spiaggia, lasciando quel segno delebile che schiumose onde frizzanti cancellano, quasi per invidia.

Persi nei colori e nei suoni “new age” di questo momento, uno strano rumore ci riporta alla realtà: un trattore Fiat cingolato, un oggetto prezioso, una reliquia quasi un trattore d’epoca. Un insieme di metallo rosso aragosta che poggia su ruote cingolate, sta per completare ed ultimare la pulizia giornaliera della spiaggia. Spicca prepotentemete tra le tonalità marinare degli ombrelloni chiusi in attesa di esser aperti per far ombra ai loro turisti.

La fame si fa sentire. Per pranzo Laura ha deciso di mettere in opera la sua ricetta con il pane Guttiau. Una lasagna, con formaggio pecorino, origano, e sugo di polpa finissima di pomodoro, rigorosamente Casar.
Il Camping Village 4 Mori è come un giardino dell’Eden, circondato da piante meravigliose, da questi alberi, questi eucalipti giganti, queste infiorescenze che stupiscono per varietà di colore, di forme, di grandezza, di petali, di boccioli; una struttura molto, molto, molto, particolare.

Le grida, i sorrisi, la gioia che si respira è quella di chi si sente sereno, tranquillo e in pace.
Un villaggio tutto d’un pezzo viene da dire, organizzato, ma soprattutto a portata di bambino.

Frutta e verdura Lidia S. Priamo


 

In questa zona bellissima e precisamente a San Priamo, abbiamo conosciuto LIDIA una contadina che ha un chiosco proprio sulla strada. 
In questo fruttivendolo speciale, ci siamo andati ben due volte. La prima mentre ci siamo diretti verso il camping Capo Ferrato. In tale occasione abbiamo acquistato la frutta e la verdura, in una varietà incredibile. Dalle zucchine giganti, ai cetrioli giganti, ai meloni dolcissimi. Senza parlare del suo vino Cannonau fatto in casa, esattamente come l’olio extravergine di oliva di sua produzione, qualcosa di incredibile per sapore, corposità e colore. In seconda battuta siamo ritornati, appositamente l’indomani, anche se non si trovava sul nostro itinerario. Dietro consiglio della direttrice Patrizia Fanni, camping Capo Ferrato, per farci dare una pala di fico d’India, molto presenti qui in Sardegna, da utilizzare come rimedio contro l’eritema di Laura. Lidia gentilissima ha accolto la nostra richiesta, togliendo accurtamente le spine da una pala di fico d’India, dopo averla staccata da una delle sue piante. Il gel naturale contenuto al suo interno si spalma direttamente sulla zona interessata dall’infiammazione. Già dopo la prima applicazione si trae subito sollievo, l’eritema si attenua, e in pochi giorni passa.

Villaggio Camping Capo Ferrato


La foto scattata da Laura che ritrae il libro di Noemi aperto al vento sulla sabbia con lo sfondo cristallino turchese del mare di Sardegna, racchiude il significato del nostro viaggio, dello scrivere questa guida, di raccontare in qualche maniera quest’isola, questa terra, queste persone, questa spiaggia all’interno di un documento, di una storia scritta che rimarrà nel tempo, che racconterà anche in futuro, come si viaggiava in quest’epoca; quali erano le aspettative, quali i bisogni, quanto stavamo cambiando noi e quanto stava cambiando il mondo.

 

Oggi guardare quest’immagine, rivivere attraverso i video, attraverso lo scritto, quello che è stato il viaggio, rappresenta un mattone solido, una consapevolezza nuova, saper viaggiare tutti assieme con lo scopo di scoprire, di crescere, di guardare con occhi nuovi questa terra.

Dopo diversi giri in macchina siamo arrivati al villaggio camping Capo ferrato, un luogo in cui la famiglia Fanni ha scolpito da zero questa terra e l’ha trasformata in questo meraviglioso villaggio.
Uno sbocco meraviglioso sul mare di Costa Rei, mare turchino con lo scoglio di Peppino. Tante piante e fiori, coccole per la nostra mente. Un’ insieme di spazi soleggiati e non, dove poter inserire le tende, il camper, la roulotte; oppure affittare un bungalow superattrezzato.

Lungo i viali i bambini scorrazzano correndo dietro una palla, oppure andando in bicicletta o con il triciclo; l’odore salmastro rende quest’aria un po’ frizzante, è incredibile.


La storia di questo villaggio ci verrà raccontata da Patrizia Fanni, una della famiglia Fanni che vive ogni anno questo lavoro come una vacanza, inserendo la passione, la professionalità, la capacità di realizzare dalla settimana sarda ai giochi per i bambini.
Lei ci racconterà che la vita di chi gestisce una struttura come un Campeggio o Villaggio, ha degli impegni durante la stagione di chiusura, molto importanti. «Parto da Capo ferrato, prendo un aereo, che va in Europa per partecipare alle fiere di settore, alle mostre, ai convegni; dove si cerca di trasmettere, di comunicare, di far capire quanto è bella la nostra isola, l’ isola della Sardegna, soprattutto per le vacanze»

Quest’isola è ancora tutta da scoprire, ogni volta che ci muoviamo, appoggiamo i nostri occhi su un panorama nuovo, troviamo colori, forme, rumori, suoni, animali e persone differenti.
Questo è un valore aggiunto di questa terra, rappresenta la possibilità di vedere sempre cose diverse, non esiste noia in Sardegna.
Nutrire la mente e il corpo si diceva…
 Qui la mente sia abbuffa, diventa obesa di sensazione, emozione, nuovi ricordi; mentre il fisico può gioire della materia prima, del cibo sardo. Tutto quello che vuol dire vivere la terra in libertà.
I bambini sono contenti, Cristian e Noemi hanno voglia di andare in acqua, si vestono, si preparano e con le maschere raggiungono la costa.


Sullo sfondo ci sono delle isole e lo scoglio bianco minuscolo di Peppino che anche lui ha tutta la sua storia.
Ancora una volta questa terra questo mare è riuscito a stupirci, facendosi vedere con un nuovo vestito, ancora diverso, il mese di giugno rappresenta l’inizio della stagione estiva, un sacco di persone sono ancora impegnate al lavoro, infatti in spiaggia c’è poca gente, ci sono pochi ombrelloni, ma la bellezza della natura di questa Costa Rei sta nella spiaggia libera dove ognuno può piantare il proprio ombrellone, la propria stuoia, le proprie sdraio, e fare un bellissimo picnic con i propri bambini, sotto il sole, con il caldo della sabbia e l’azzurro del mare.

Settimana sarda

Vivere la Sardegna… ci racconta Patrizia Fanni, significa vivere anche le tradizioni, scoprire una terra, le sue abitudini, il modo di vestirsi, di parlare, di cantare, di fare spettacolo se non addirittura recitare facendo teatro.
Patrizia Fanni ha dedicato la sua vita a raccontare la propria terra, attraverso spettacoli che vengono definiti la settimana sarda, nella quale attori in maschera tradizionale, dimostrano quanto sia accogliente questa terra, quanto sia nuragica ancora, quanto sia romantica nelle parole, nei canti, nelle vesti, oltre che alla degustazione di cibo e vino e prodotti a chilometro zero. Dà la possibilità a persone che arrivano anche dall’estero come tedeschi, americani, russi, di conoscere questa terra. Attraverso questo modo diverso di raccontarsi, di spiegare senza perdere troppo tempo, facendo entrare direttamente le persone, come in una famiglia, con un occhio indiscreto, attraverso parole, gesti, momenti di vita della Sardegna più vera, così facendo,  il viaggiatore, vive la tradizione.

Unghia rotta

Alla sera dopo aver fatto la doccia, nell’uscire dal bagno, ho centrato con il piede sinistro, anzi in verità; con l’unghia dell’alluce sinistro, lo spigolo della porta di alluminio. «Spero di non dover passare tutta la vacanza con un dito incerottato»

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