SI TORNA SUL CONTINENTE – Sardegna in Viaggio

SI TORNA SUL CONTINENTE

28 Giugno 2016

Oggi è la giornata fatidica, siamo riposati, abbiamo fatto un bel po’ di strada e adesso dobbiamo raggiungere la nostra nave a Porto Torres, per andare a Civitavecchia. I ragazzi ormai sono autonomi e smontano da soli il Campo Base, mentre io finisco di fare le foto e Laura sta stivando tutto per il ritorno. Non so descrivere quanto sono felice dei risultati ottenuti dai ragazzi, di quanto abbiano imparato in questo viaggio, di quanta sicurezza hanno acquisito nel fare tutte quelle operazioni necessarie, per poter dire di essere un campeggiatore. Non c’è dubbio, sono due veri campeggiatori, e hanno ancora “fame di imparare”, e questa è la cosa più bella.

Laura è sta l’angelo di uesto viaggio, è sempre disponibile, premurosa, accondiscendente. Un riferimento per tutti. Abbiamo creato ancora di più questa complicità che ci accomuna, da quando ci siamo incontrati la prima volta ed abbiamo deciso di vivere assieme. Un lungo viaggio fino qui. Tante situazioni e problemi risolti, tante soluzioni immagazzinate e da poter utilizzare in caso di bisogno, oppure da comunicare a chi vive quel problema già vissuto da noi. Un viaggio questo, che ci ha dato tanto, al punto che non vorremmo che finisse mai. Forse perchè ci sentiamo sempre in viaggio. Quando si decide, e lo si fa in pochi secondi, c’è sempre uno schema, Laura vettovaglie, Andrea Zaini, attrezzature e auto. Con o senza i bambini, siamo pronti in pochi minuti. Viaggiare è la nostra vita, e l’abbiamo trasformata in questo lavoro, questo raccontar-viaggiando, per mettere a disposizione delle famiglie, informazioni che torneranno utili, come la Sezione Attrezzatura, oppure la Sezione Progettare il viaggio.

 

Porto Torres

Nell’aspettare entra nel campo dell’obiettivo un piede, e allora “click”, qualcuno che sta riposando dopo essere stato in Sardegna, chissà il suo viaggio com’è stato. Alla fine se ci pensiamo l’immagine, il contorno dell’Isola della Sardegna assomiglia proprio ad un piede. 

Il conta chilometri parla da solo, sono 2117 i chilometri percorsi da quando siamo arrivati ad Olbia fino a Porto Torres, pronti per imbarcarci sulla nave. Tanti, pochi, non ha importanza. Quello che conta è che la sfida è stata superata, e anche l’autovettura ha superato l’esame. 

 

Dire che fa caldo è inutile, lo potete intuire, la grande nave blocca un po’ il vento, e l’asfalto emana calore. Non bisogna appoggiarsi all’autovettura perchè ci si ritrova con un’ustione. Siamo di nuovo in coda, quella brutta abitudine di noi sul continente, in Sardegna non l’abbiamo mai fatta. Sembra una terra di confine il Porto, una linea che oltrepassata definisce la fine di un territorio, e l’inizio di un altro. L’inizio di un nuovo viaggio, verso Civitavecchia, nel Lazio, per avvicinarci alla città eterna: Roma. Sarà un modo per ricordare ancora, la mia formazione l’ho fatta proprio a Roma, l’addestramento prima da militare in Via Appia a Capannelle, poi Torvaianica, poi Ostia, ed infine all’Aeroporto di Ciampino. Diventare Vigile del Fuoco è stato un viaggio fatto tanto tempo fa, ma ricordo ogni passeggiata fatta a piedi in questa     meravigliosa città. Dall’aria sull’elicottero al fondo  del mare, un lavoro, una missione, che mi porto dentro tutta la vita, a salvare le persone. Oggi scrivo per voi, scrivo per me, scrivo per i figli, perchè voglio scolpire quest’esperienza sulle pagine di pietra della vita, che pur essendo a volte granitiche, si lasciano plasmare molto bene, anche con la semplice punta di matita.

Il primo stop lo abbiamo fatto nell’area wifi, per controllare la posta elettrnica, e guardare un po’ in rete cosa ci aspetta a Roma, poi ci siamo spostati nella zona prodiera del ponte, su un bel salottino comodo, dove nascosta dietro al bordo c’era una presa di corrente elettrica, alla quale abbiamo collegato i nostri apparecchi.

Si mangia! Dopo il caldo del piazzale di cemento antistante la nave, qui nel salone fa quasi freddo per l’effetto dell’aria condizionata. Momento perfetto per recuperare un po’ le energie, sgranocchiando il pane guttiau, che finirà presto, e il pecorino.

Ognuno cerca di adattarsi al nuovo stato, chi mangiando, chi leggendo, ci giocando, chi facendo foto. Siamo una bella squadra, e abbiamo superato la prima prova, chissà quali saranno le prossime mete da documentare.

B&B LA ROCCA

 


L’arrivo è stato roccambolesco, il ritardo era un problema che non avevamo previsto, ma Roberta con la bambina ci hanno aspettato sveglie apposta per darci l’accoglienza che è un rito della loro casa. Ricordiamoci che i B&B sono prima di tutto case con famiglie, poi ci sono le camere o gli appartamenti. 

Un luogo silenzioso, fresco, con un bellissimo giardino, vissuto con i giocattoli della bambina. Tanti colori e farfalle.

A volte basta uno sguardo, un sorriso, senza parlare, per capire chi abbiamo di frone. Questa donna, mamma, è una persona incantevole, pura d’animo e di spirito, che ha voglia di condividere con il marito quest’avventura nell’imprenditoria dei B&B. Una voglia di conoscere altre persone, di condividere con loro queste nuove esperienze, di crescere ed imparare qualcosa ogni giorno.

Quando ci si avvicina a Roma, si comincia a sorridere, fa parte proprio del luogo, la solarità, la contentezza di chi vive queste terre è così appassionata e coinvolgente, da contagiare chi arriva.

Questo è il regalo mio per Laura, un ritratto che la ritrae nel suo essere, nel suo saper stare ovunque si vada. Un modo amichevole e conviviale con il quale iniziare una conversazione, un particolare modo di trovare equilibri in tutte le situazioni. Chissà che questo quadro di lavanda ornamentale non sia la spinta verso un nuovo viaggio verso la Francia.

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