SPIAGGE, SPIAGGE E ANCORA SPIAGGE – Sardegna in Viaggio

SPIAGGE, SPIAGGE E ANCORA SPIAGGE

21 Giugno 2016

Alla mattina, circondati dal cinguettio delle ghiandaie, e dei raggi solari che tagliano in mezzo alle foglie degli eucalipti, ci svegliamo e il rumore della zip delle tende scuote il gatto, che al sole si stava facendo toeletta. Lo stesso gatto artefice del furto della salsiccia rubata dal barbeque la sera prima. Ogni mattina arriva il pane fresco da un panificio di Fluminimaggiore.

Arbus

Adesso dopo aver imboccato questa strada, dobbiamo passare le Giare di Gennamari, per raggiungere la meta, e davanti a noi troviamo il Passo di Bidderdi. 

Ed è così che per la legge di Murphy, davanti a noi si manifesta un camion che trasporta carburante, e che segnerà il passo di marcia fino in vetta.

La strada vista dai tornanti, sembra una vera e propria mulattiera, allargata ed asfaltata nel tempo. Tutta ridossata nel cuore della Giara. Ogni tanto lungo il percorso si può incontrare una casa abbandonata, con gli alberi che escono dal tetto sfondato.

Dall’alto vediamo già la nostra meta, tutta quella sabbia, fa immaginare un deserto, il caldo, la necessità di fare un tuffo e bere tanta acqua.

Oltre al punto ristoro, per chi vuole fare un pit-stop, un pochino più avanti si trova il B&B La Ginestra, un luogo in cui ci siamo ripromessi di tornare, che ci ha incuriositi. 

Lungo la strada si passa sotto al Palazzo della Direzione Mineraria di Ingurtosu, a fianco c’è il Parco Geominerario Storico e Ambientale.

Risalendo si arriva al monumento a ricordo di Lord Brassey (dopo spiego chi è), ai piedi della scalinata, il 25 maggio del 1922, per desiderio e a spese di Lady Idina venne collocato un monumento costituito da una elegante colonna in marmo su un piedistallo ornato con quattro leoni che ricorda quella di Trafalgar Square di Londra.

 

Nel percorso, la strada sovrasta la Miniera di Naracauli, detta anche Laveria Brassey, dal nome del proprietario della Miniera l’inglese Lord Thomas Allnutt Brassey, entrò in funzione nei primi mesi del 1900 e fu destinata specialmente al trattamento dei materiali blendosi (la blenda è il minerale dal quale si estrae industrialmente lo zinco e come sottoprodotto anche cadmio, gallio e indio).

Piscinas

Arbus, ma la spiaggia si chiama Piscinas, un paesaggio di dune di sabbia, che raggiungono il mare. Una giornata veramente calda, cocente. Non basterà l’ombrellone o il mare per placare il caldo che sento, dovrò mettermi dietro alla torretta del salvataggio, per godere dell’ombra e della brezza. Un posto selvaggio, dove è possibile usare la spiaggia libera, e l’ampio parcheggio. Il mare è impetuoso, la spiaggia risulta ancora vuota, non ci sono tanti turisti in questo periodo.

 

Un mare spettacolare, vissuto facendo i tuffi, e imprimendo questo ricordo. Cristian mentre entrava in acqua con le pinne, si è impigliato su qualcosa, non riuscivamo a capire. Poi piano piano aiutandolo, abbiamo scoperto, che nella sabbia c’era un filo di nilon, con attaccato un amo ed un grosso piombo. Per fortuna non è successo niente, ma potevamo farci male.

In questo scatto macro si possono notare i grannellini di sabbia, traslucidi, vetrificati, qusi quarzo.

E mentre ce ne andiamo veniamo folgorati dai caproni che si muovono nella sabbia a lato della strada. Sono serene e libere, un altro segno distintivo di quest’Isola Nuragica.

Pensavamo di poter uscire dalla continuazione della strada, ma il guado ha un dislivello, che noi così bassi, non riusciamo a superare, dietro front, e via andare, si ritorna da dove si è venuti.

Camping Nurapolis

 

Siamo arrivati e ci siamo sistemati in una zona alta, su fondo sabbioso, ma vicino ai servizi igienici ed alle docce. Il campeggio è molto grande, si possono scegliere veramente tante sistemazioni diverse. Il primo pensiero è stato per l’allestire il campo base, abbiamo trovato due alberi vicini, e ci siamo riparati. Legata la corda per stendere i panni, Laura è andata in cerca della lavatrice, e io mi sono preparato per fotografare il tramonto.

La Spiaggia di Is Arenas lascia senza fiato, che sia al tramonto o di giorno con il mare turchese. Chilometri di spiaggia libera, dove correre, giocare, fare il bagno, prendere il sole, o solamente leggere un libro all’ombra di un ombrellone. La natura anche qui la fa da padrona.

Nurapolis mette a disposizione dei suoi turisti un ristorante bar, oltre che un market per gli alimentari, possiede un’equipe di animatori, che stimolano ospiti adulti e bambini a creare uno spettacolo o una storia da raccontare. 

I nuovi arredi sono Energy free, con il riciclaggio di bancali, copertoni, e altri materiali di riciclo. Per matenere quella tradizione che vuole il Nurapolis un bosco incantato, che deve rimanere così come la natura l’ha creato. Questa è la filosofia che ha caratterizzato la sua partenza, e la si percepisce anche oggi, attraverso le parole, i racconti dei partecipanti alla cooperativa che lo gestisce.

Per arrivare al mare, bisogna camminare attraverso piccole dune di sabbia, cosparse di vegetazione. Non esiste struttura cementizia, ogni cosa è fatta in modo da non alterare il paesaggio e l’ambiente.

In mezzo a questo bosco di pini, si possono scorgere i giochi colorati per i più piccoli. In ogni luogo trova spazio il bidone per gettare le immondizie, segno che si vuole mantenere inalterato questo luogo. Ed i turisti apprezzano, perchè cercano di rispettare l’ambiente.

Anche in questo camping troviamo il book crossing, con tanti libri per ragazzi, e non solo. Una sana abitudine che sembra porti i suoi frutti, in quanto i volumi cambiano tutti i giorni, segno che qualcuno prende un libro e ne rilascia un altro.

Non mancano le zone relax, ombreggiate, per fare una pausa o degustare un fresco aperitivo. Tutti gli spazi sono molto curati e sempre in questo stile modern country, che fa tendenza.

Passeggiando lungo i viali, si trovano i turisti stagionali, quelli che iniziano all’apertura della stagione estiva, e se ne vanno quando il campeggio chiude. In realtà Nurapolis è aperto tutto l’anno, ma questa la lascio raccontare ad uno dei fondatori, basta che guardate il video in apertura di questo capitolo.  Le roulotte sono attrezzate con coperture ombreggianti e protettive fatte in legno. Possiedono dei rialzi ed una staccionata di confine. Sono dei ranch in miniatura, sembra quasi che fra poco arriverà il proprietario sopra ad un cavallo, che legherà alla staccionata.

Laura da il tocco finale ai sassi dell’amicizia decorati dai ragazzi, una verniciatina per garantire al colore di durare nel tempo.

Questa mezza ombra regala un attimo di pace e riposo, per la mente ed il fisico. Dopo aver fatto la doccia e aver lavato i panni, li abbiamo stesi ad asciugare.

Ignazio Porcedda ci invita a vedere il lavoro di auto costruzione degli arredi, uno spazio che mi piace al punto da diventare il set dell’intervista.

  

 

Tramonto in spiaggia

Per immortalare la luce della nostra stella, vado in spiaggia portando tutta l’attrezzatura, ed il sole non tarda a salutarmi, prima specchiandosi sulla superficie del mare e trasformando l’orizzonte in una striscia giallo arancio, e dopo sparendo oltre l’ultima linea d’acqua scura visibile.

Sulla via del ritorno, passando sulla stessa strada che ho percorso all’andata, uno sciame di calabroni cercherà di pungermi, ed io roteando in aria cavalletto e macchina fotografica, farò scivolare la canon che porto a tracolla nella sabbia.

Non pensavo di riuscire a pulirla e renderla di nuovo operativa, invece ho smontato il necessario, ho soffiato con la pompetta tutta la sabbia che si era infiltrata, e per fortuna il sensore era protetto, ho rimesso tutto a posto e ho provato a scattare. Con mia grande sorpresa la mia 1Ds MkII è un carroarmato, perfetta, come se non fosse successo nulla.             

Secondo incontro con auto Caterham

All’interno del campeggio Nurapolis abbiamo incontrato nuovamente le autovetture Caterham, nella pineta dove hanno soggiornato per un paio di notti, allestendo anche loro il campo base con le tendine.

Anche per oggi abbiamo vissuto una giornata fantastica, ci accingiamo a preparare il fuoco e a scaldare la cena. Grazie alla pentola abbattibile di Sherpa, possiamo cucinare in tranquillità. Abbiamo avuto la sorpresa delle formiche rosse, tremendee ed insistenti. Si sono fatte il nido sotto la sabbia dove abbiamo piantato il campo base. Una volta sentito il peso e le vibrazioni dei nostri passi, si sono scagliate su per le caviglie fino al ginocchio, a mordere e dare subito molta irritazione.

Abbiamo provato con lo sgrassatore alla lavanda che le uccideva all’istante, ma ci avevano già morso, l’invasione era troppo veloce per contrastarla. Abbiamo dovuto spostare il fornello e la pentola, in modo da uscire dal loro raggio d’azione e finire le cotture.

Alla fine la stanchezza ha avuto la meglio, eravamo molto stanchi, e abbiamo ceduto al silenzio e al tepore del sacco a pelo, visto il vento e la temperatura un po’ bassa della notte.

 

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