TRA LE ROVINE E LA CITTÀ ETERNA – Sardegna in Viaggio

TRA LE ROVINE E LA CITTÀ ETERNA

29 Giugno 2016

Ci sentiamo pronti per andare a visitare questi giardini antichi, ricchi di storia. Ma prima ci siamo dedicati la colazione, e la luce del mattino per finire di fare le foto ed il servizio. Una luce incredibile sotto al portico e una nota di colore viola della lavanda, visitata dalle farfalle.

Il B&B LA ROCCA è arioso, luminoso, spazioso, realizzato con ambienti in stile moderno, semplice e comodo. Un punto di riferimento per chi vuole visitare le rovine e i monumenti sparsi in zona, per chi vuole prendere la bicicletta e macinare dei chilometri in mezzo al verde, accompagnati dal marito di Roberta, che è un appassionato di mountainbike, non serve che la bici ve la portate, ve la daranno loro.

Il risveglio e la colazione, sono la buona partenza di una giornata. Qui il risveglio è stato sereno, nel silenzio della Tuscia. Oggi ci sentiamo un po’ Etruschi anche noi. Il rullino di marcia è bello pieno, sentiamo la mancanza di Noemi, ma abbiamo un impegno preciso, dobbiamo documentare Sutri, Roma, uscire dal Lazio ed entrare in Toscana a Capalbio, poi salire verso Siena e fermarci a Montalcino. Saranno giorni intensi, programmati, e anche liberi. Abbiamo deciso di fare Roma un po’ Free, andremo in giro e documenteremo quello che succederà.

Roerta è stata carinissima, ci ha fatto trovare una tavola imbandita, con brioches fresche, pane, burro e marmellata, e fette boscottate che io adoro; la moka di caffè. Sembra un sogno ripetere ogni mattina questi gesti, ma siamo italiani, è il nostro modo di vivere, di nutrire il nostro corpo e la nostra mente. Non si può dire che ci trattiamo male…

Set e foto

Abbiamo convinto Roberta a posare per il set fotografico, è stato bellissimo, grazie al set naturale del suo giardino, pieno di fiori e di lavanda, ma anche con la corteccia dell’ulivo secolare. In quest’ora passata a chiacchierare, ci sono stati tanti scambi, tante esperienze condivise, tanta voglia di concretizzare questa conoscenza. Ci è dispiaciuto non conoscere il marito, ma ripasseremo, ne siamo sicuri.

Il lago di Vico

Abbiamo percorso la strada in macchina, incontrando persone a cavallo, aree pic nic attrezzate, tanti B&B immersi in questi vigneti, un luogo da visitare con più calma, dovevamo partire perchè i funzionari del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo del Parco archeologico di Sutri ci stavano aspettando. 

Sutri

Arrivare è molto semplice e si trova subito parcheggio in questo grande spazio, è gratuito, per essere giugno fa veramente molto caldo.

Grazie ai funzionari del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, abbiamo potuto visitare questa meravigliosa città cosparsa di storia. Ero già stato qui diverso tempo fa, ma ogni volta è un’emozione. Pensare che la struttura dell’anfiteatro romano, era coperta da terra e fango, ed è stata la popolazione locale dal 1835 al 1838 DC a scavare e riportare alla luce questa meraviglia. Mi viene spontanea la domanda: ma da dove è arrivata tutta questa terra? L’anfiteatro è alto più di 20 metri, lungo 49,60 metri e profondo 40,80 metri, per coprirlo servono 40.000 metri cubi circa. Vuol dire 1600 camion ribaltabili che trasportano la terra. La colonna di camion sarebbe lunga 19 chilometri. Chi ha coperto l’anfiteatro e perchè? Queste sono le domande che mi pongo ogni volta che varco quella meravigliosa porta di tufo. Come per i Nuraghe della Sardegna scavati sotto terra (Barumini), così anche qui; siamo nell’entroterra a 35 chilometri dal mare. Che onda di tsunami avrebbe potuto arrivare fino qui? Ma queste sono le mie domande, voi ve ne farete molte altre vedendo questo luogo d’incanto.

Ci sono lunghi viali ombreggiati, caratterizzati da aiuole ed alberi ad alto fusto.

Ogni tanto vedrete degli scorci meravigliosi, come questo con le ortensie che sovrastano i muri romani.

I bambini potranno giocare all’ombra sui giochi di legno posti sotto a quella grossa quercia.   

Pensare che su queste gradinate c’era il popolo romano, che osservava le rappresentazioni teatrali, o le rievocazioni della guerra, fa venire la pelle d’oca. Sembra che da un momento all’altro da una delle buche o dai tunnel, esca correndo un soldato in uniforme o un leone. La struttura è imponente e l’acustica è meticolosa e perfetta. 

Risalendo attraverso il parco, si trova una parete da costeggiare, anch’essa di pietra tufica, con alcune nicchie più o meno grosse scavate. Fino ad arrivare ad una porta chiusa, che custodisce la Madonna del Parto. Narra la Leggenda di Berta, sorella di Carlo Magno, diseredata per aver avuto rapporti con un uomo di umili origini. Nel viaggio verso Roma, si fermò a Sutri, città ricevuta in dono dal fratello, come sua dimora. La leggenda narra del parto avvenuto in una grotta. Nasceva Orlando, su cui vengono scritte tantissime opere a suo ricordo come grande e valoroso cavaliere.

Il giardino poi si apre sulla Villa Savorelli, che è stata più volte ricostruita e contiene elementi architettonici dal romanico al barocco. Il suo giardino ci accoglie nel nostro passeggiare, cercando un po’ di ombra, e di frescura vicino alla fontana.

Frutta e verdura con anguria a Prezzi Pazzi Mini Market

Prima di raggiungere il parcheggio abbiamo trovato questo mini market, con tanta frutta e verdura fresca. Non resistiamo e prendiamo la verdura per il viaggio, ma anche un’anguria fresca preparata al momento, in cubotti. www.facebook.com/PrezziPazziMiniMarket

Marito e moglie simpaticissimi, che si dedicano a questa attività, concedendo ai clienti un break seduti all’ombra, degustando prodotti freschi e genuini.
 

B&B IL BOOM

 

Si riparte per Roma, e nel caldo afoso, nel traffico che ormai avevamo dimenticato, arriviamo nella città eterna spinti come un gregge di pecore, lungo queste strade, arterie commerciali, dove il suono più frequente è il clacson. Risaliamo le vie di Trastevere, per poi inerpicarci sul dislivello di Via Dandolo, dove sorge il B&B IL BOOM di Angelo Agnius. Imprenditore di origini sarde, che ci ospita nel suo palazzo. Una cartolina tra arte moderna e oggetti di modernariato vintage. Un sogno per chi ama questa tipologia di arte. Una persona estremamente complessa, ricca di conoscenza, del suo viaggio nella vita, che decide di condividere con noi, e con tutti i lettori nella guida, attraverso una video intervista, che è più una chiacchierata confidenziale, dove ripercorrendo il suo viaggio, anche Angelo ci svela le fasi più significative della sua vita, del dover fare scelte difficili, di dover rischiare e mettersi in gioco, e poi di vincere realizzando un sogno, una nuova attività, che gli consente di ribaltare tutti gli schemi che aveva prima de Il Boom. «Ho più tempo per me e lo gestisco come voglio, posso incontrare ogni giorno persone nuove da conoscere» Questo è un sogno che si realizza, nel qule siamo entrati, ed abbiamo esplorato questo mondo quasi incantato, quasi fosse la casa di Alice nel Paese delle Meraviglie. Ogni sguardo, ogni vista rappresenta un’occasione per riempire la mente di emozione. Spazi ben arredati, colorati, in equilibrio. Che riescono a trasmettere amore per la casa, ma anche la voglia di creare un’ambiente a misura di “ospite”.

 

Le stanze sono arredate nello stile dell’attrice che rappresentano, da Anna Magnai a Sofia Loren, tra artisti e cinema che collaborano assieme stando appesi alle pareti a dare a questi ambienti una veste particolare.

Una sala giochi sia per Cristian che per noi, un momento in cui leggere la storia attraverso il design degli oggetti che la hanno caratterizzata dagli anni 50 ai giorni nostri. La luce invade le stanze, ed i soffitti molto alti permettono di godere di un respiro di libertà anche trovandosi in centro a Roma.

La sala colazioni si trova all’ultimo piano, si affaccia al’interno su un giardino con alberi alti più di venti metri, ai quali sono state attrezzate delle funi di ancoraggio, sulle quali si appoggiano e cantano tanti pappagalli tropicali ara.

I colori della tavola ci fanno sognare ancora una volta, attraverso la sempicità, dei colori e delle forme. Dall’altra parte della stanza, si aprono due vetrate che danno sul primo terazzo. Ampio e arredato da tavolli e sedie in stile liberty. Tante piane e fiori, statue e mezzi busti. Una città nella città, un sistema per ricordare all’ospite dove si trova.

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Dai tessuti, alle righe, alle foto appese alle pareti, tutto trasmette serenità e calma. Un ambiente molto Jazz, che rappresenta una jam session tra attori, colori e oggetti dalle forme seducenti che assieme compongono la sinfonia de IL BOOM. Un continuo suonare note che ci stimolano a rilassarci e a trovare un modo per organizzare il proseguimento del viaggio.

Anche il jukebox aspetta solo che qualcuno scelga una canzone e prema il pulsante per ascoltare una musica carica di storia. 

Divani, librerie, mobili in radica di legno laccato, quadretti e linee dappertutto. Addirittura i sacchi delle lenzuola da portare in lavanderia, assumono una forma vintage nel puro stile di Angelo e del suo BOOM, racchiusi in questi sacchi rossi, con un’etichetta imprezziosita dai caratteri scritti in una bella calligrfia vecchio stile.

Ogni angolo, anche le scale rappresentano un momento emotivo, un perdersi tra linee e materiali utilizzati per creare queste superfici, che cantano una melodia, un suono ovattato avvolgente e cordiale. i pavimenti caldi di parquet, si colorano a specchio riflettendo la luce del sole.

Non poteva macare il flipper, che aspetta solo il lancio della pallina e due mani che schiaccino i pulsanti per spingere la pallina di acciaio contro gli ostacoli, per fare più punti possibile.

Trastevere Ponte Sisto

 

  

Due passi e ci si trova in centro, tra mura antiche e vecchi muri in pietra ristrutturati, queste sono le strade dove passavano i centurioni romani di Giuglio Cesare. Anche noi con le caligole ai piedi, camminiamo e facciamo strani incontri. Prima un giocoliere che lancia in aria un’asticella decorata, poi una coppia di sposi, che deve posare per l’album di nozze. «Così decido di scattare la foto nella foto»

In questi giorni Trastevere si è trasformata nell’arena del cinema all’aperto, e alla sera proiettano diversi film, e la gente, i turisti, gli stessi romani, si fermano nella frescura serale, ad osservare e farsi trasportare via dalle emozioni dei personaggi proiettati. 

Lungo er Tevere
fiume bionno lo chiamaveno
‘n tempo ito che nun s’aricorda.

L’acque carme e verdi
‘ndo se bagnaveno Romolo e Remo
giocanno a mosca ceca dietro ‘na pianta.

Nun se riconosce
pure quanno tira er vento
e t’accorgi de tutto er tormento.

Tra la gente che se nasconne
quella che va de corsa, dietro a cosa?
e’ ‘n momento, d’anni magnati dalla crisi.

Nun c’è la voja
de cantà e de fa li sorisi
l’acqua, quella si score ancora
sotto li ponti scarcinati e neri.

Poro Tevere
ce guarda sconnesso
com’a dì, dateve ‘na mossa
er lungo Tevere a ‘da tornà come na vorta!

Nun ce so parole
pe’ sta città che resta
sempre e comunque ‘na bella donna.

La vedo camminà
fiera su le tracce come ‘na matrona
che prenne a schiaffi sti pori romanacci.

Ma de che state a parlà
rimboccateve le maniche e pure le tasche
tanto peggio de così manco su Marte!

Armeno lì c’è er silenzio
c’aiuta a riflette e a mette ‘npò de pepe.
Sotto forza! Fateve coraggio! Arzate la capoccia!

V’aspetto lungo er Tevere
insieme a li sette Re de Roma
a raccoje quer tempo che più nun se ricconta!

Tratto da Patrizia Portoghese in arte Pattyrose

Sarà che l’accento romano mi trasmette alegria, sarà che mi piace la poesia, sarà che Patrizia riesce sempre a stupire con poche parole, che ho deciso di inserirla in questa Roma da scoprire.

Non ho resistito a fotografare questa turista intenta a fare la sua fotografia al tevere, perchè rientrava nella dominante dei “soggetti con cappello”, che spiegherò più avanti, e allora ho deciso di predisporre cinque scatti in sequenza per creare questo bellissimo HDR High Dynamic Range Imaging.

Ogni città il suo straniero, qui abbiamo conosciuto Mustafà, originario della Namibia, che aveva delle collane molto belle. Un modello perfetto per raccontare una città che ospita il mondo.

Una Roma che si apre, con frutta, pannocchie, carrettini ambulanti, musicisti, insomma una mischia di arte e terra. Come questo carrettino, che è comoletamente rivestito da giornali raffiguranti Londra e il Big Bang.

Due passi e ci troviamo in Piazza Campo dei Fiori, alle spalle di Cristian svetta il monumento a Giordano Bruno, che il 17 febbraio 1600 scomunicato, fu arso vivo proprio in questa piazza. Il suo pensiero era che Dio era infinito, come tutte le cose e tutti i Mondi.

Nella più bella tradizione Romana, all’esterno dei ristoranti che danno sulla Piazza, si trovano i menù, ed i tavolini con la presentazione dei piatti del giorno. Quale modo migliore per fare marketing? 

 

Abbiamo trovato anche questo particolare rishow, che proponeva il giro di Roma trasportati senza inquinare.

Roma offre degli scorci incredibili, i semplici muri, che si scrostano e fanno vedere sotto cosa nascondono, rappresentano un set fotografico perfetto. In lontananza in questi vicoli infiniti, trovano spazio anche ponti di congiunzione tra i palazzi, quasi una continuazione archtettonica volante.

  

Cena Pizzeria Montecarlo

Laura aveva avvisato il suo caro amico Marco Di Buono (presentatore televisivo della RAI “La Prova del Cuoco”), che passavamo da Roma, ed in un attimo ci siamo trovati ad avvisare un sacco di persone, in quel momento a Roma c’era anche mio cugino Tommaso, poi altri amici e amiche di Laura, insomma, non si poteva desistere, siamo riusciti a prenotare alla Pizzeria Montecarlo, meta ambita dai turisti e dai romani, sia per la mervigliosa pizza, sia per la cucina tipica romana.

Cacio e pepe, Carbonara, supplì, insomma per ogni  palato. Una serata di ricordi ma anche di scambio culturale tra i partecipanti. Che non potevano che chiederci informazioni sul viaggio e sulla futura pubblicazione. Ma non volevamo diventare il centro dell’attenzione, così, dopo pochi preamboli, i discorsi si sono spostati su altri argomenti, e la serata è stata come un benvenuto sul continente.

Piazza Navona, Piazza Torre Argentina

Non finiva più, una bellissima serata a fiume… tante parole, emozioni, domande, curiosità. Un equilibrio tra la visione in notturna di Piazza Navona, a ridosso della Fontana dei Quattro Fiumi ad opera di Gian Lorenzo Bernini, in uno stile Barocco preponderante, e la moltitudine di gazebo e tende ombreggianti dei ristorantini, un po’ tipo il film: Vacanze Romane. Film che darà l’inizio alla carriera di Audrey Hepburn, e farà conoscere La Vespa in tutto il mondo. 

Roma! Dove le persone scorrono come l’acqua, e lasciano una scia, quasi un effetto mosso del mondo, una superfice che non fa vedere il fondo. Tante anime perse a girovagare nella notte. 

Infine due passi ancora e ci siamo ritrovati al Pantheon. (in greco antico: Tempio di tutti gli Dei) Caratterizzato da otto colonne di granito egizio, e da una cupola a tutta volta, con un foro al centro, che durante l’equinozio di primavera, fa entrare i raggi del sole a perpendicolo, illuminando l’interno quasi in modo surreale. La facciata è rievocativa del Partenone, in Grecia.

Adesso in epoca moderna, non vediamo bighe trainate dai cavalli, ma bensì motorizzate, in modo elettronico con le batterie ed un motore elettrico. Un mezzo simpatico e comodo per girare il centro storico, ma per il momento molto costoso. 

In una vetrina del centro, in una famosa gelateria, spiccano i lecca lecca dedicati ai Papi di roma.

Ci aprestiamo a concludere questa prima giornata a Roma, ritornando sui nostri passi, attraversando Ponte Sisto e risalendo Via Dandolo, fino a IL BOOM. L’aria adesso è fresca, c’è una lieve brezza, e il cielo è stellato e limpido. Dobbiamo dormire per essere pronti per domani.

Una piccola traccia per chi ama muoversi a piedi.

 

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