UN’ISOLA SULL’ISOLA – Sardegna in Viaggio

UN’ISOLA SULL’ISOLA

17 giugno 2016

 

Mareggiata notturna con alghe

Quando arrivano non puoi immaginare cosa significa. Tutto viene influenzato, il paesaggio, chi vive del turismo e la spiaggia stessa. Le alghe sono protette, non si dovrebbero neanche spostare, dovrebbero rimanere lì ferme ad aspettare i turisti, accogliendoli nel fetore del lezzo, impastate con la sabbia. Purtroppo questa è la legge che viene imposta a tutela della sabbia.”L’alga”, una volta spezzata dal fondo marino, si stratifica, nella e sulla sabbia, va in putrefazione, e non crea nessuna condizione favorevole al turista, ma pare aiuti nel rallentare l’erosione della spiaggia. Spiagge che di anno in anno si ritirano, mangiate maggiormente dalle mareggiate invernali, qualcosina meno nei mesi primaverili, estivi, ed autunnali. Ne sanno qualcosa ad Alghero. Dove soffia il forte maestrale, che sa come fare arrabbiare notevolmente il mare. Una lotta tra titani, le forze della natura che imperterrite si accaniscono sulle coste della Sardegna, specie nella parte settentrionale. Ecco perchè svegliandoci la mattina rimaniamo rammaricati nell’uscire dalle tendine, che il vento teso ha sballottato tutta notte, quando ignari ci rivolgiamo al mare per il buongiorno. Un buogiorno di alghe marroni che ricopre almeno fino a 5 mt la profondità della spiaggia!

Lo sguardo di chi è stato investito da questa “sciagura”, trasmette dolore ed impotenza, quasi a vergognarsi nei confronti degli ospiti, quasi a sentirsi responsabile in qualche modo di questa situazione temporanea. I sardi sono persone incredibili. La cultura, le difficoltà, la lingua li forgia facendoli diventare popolo del Mediterraneo a tutti gli effetti, un popolo da rispettare in ogni situazione.

Armati di carriola, pala e forcone, inizia la dura giornata di riassetto. «avevamo appena sistemato tutti i lettini ordinati, tutte le basi degli ombrelloni, tutto pronto insomma»

L’odore si comincia a sentire, e non è così fastidioso. Un misto di mare, porto, sale, iodio. Ma non fa cambiare lo stato d’animo di questi ragazzi, che armati di buona volontà cercano di reclutare persone, anche a pagamento, per ripulire tutto lo stabilimento balneare. L’azzurro turchino di ieri, oggi è una poltiglia marroncina, che si fa centrifugare dalle onde.

Tutto da rifare insomma, si parte dalla rimozione dei lettini, di fronte allo sguardo immobile dei turisti che già al mattino presto si erano recati in spiaggia per godersi il sole ed il mare, travolti da questa sorpresa notturna.

Un fiume in piena, quando comincia la mareggiata, le alghe arrivano trasportate dalla corrente del mare, ed è impensabile prevederlo o solo ipotizzare di fermarlo.

La mareggiata fatta da onde lunghe, riesce a penetrare all’interno dello stabilimento, coprendo tutto il fondo sabbioso, come un vero e proprio tappeto.

Si cerca di camminare dietro la linea che divide i lettini sporchi dalla sabbia ancora incontaminata. Una giornata difficile per chi aveva già preparato le brioches, i tramezzini, e tutto l’occorrente per la colazione del turista.

La legge vorrebbe che questa scia scura rimanesse lì immobile ad aspettare di essere digerita dal fondo sabbioso.

Sembra l’effetto di un’alluvione, quasi un fango che scorre senza poterlo fermare e che macchia tutto quello che incontra, anche il pattino del salvataggio.

Non c’è modo per trasformare questo caos nella spiaggia organizzata del giorno prima, tranne che smontare, pulire e riposizionare tutto. Sarebbe bastato che fosse arrivata con due giorni di anticipo. «non si può prevedere quando capiterà, dipende dalle correnti marine, dal vento e dalla marea» La voce di chi spiega è spezzata dal profondo dolore di dover rifare il lavoro appena concluso pochi giorni prima, con cura e meticolosità. Anche questa è la Sardegna, per chi vuole viverla fino in fondo. Mentre scrivo penso se questa soprpresa è un caso isolato, oppure possa aver colpito più spiagge e stabilimenti. Lo scopriremo nella giornata, oggi si va verso l’Isola di Sant’Antioco.

L’acqua di mare travolge tutto, con la sua forza, i suoi flutti, sembra che  gridi a squarcia gola: le vacanze non sono ancora iniziate. Anche i diportisti ancorati nella rada speravano in un bagno mattutino nell’azzurro turchino di questo tratto di costa, ma così non sarà, oggi! Siamo tutti un po’ sconvolti, ma incuriositi. Noemi e Cristian, hanno deciso di fare due passi per capire cosa sia successo, ma è arrivata la fame, e dopo la colazione, come se non fosse successo niente hanno scelto di scaricare la tensione giocando a calciobalilla. Anche Laura ed io ci siamo uniti a gareggiare per sconfiggere questa sensazione di sconfitta, e alla fine tra pane appena sfornato, un buon caffè, le brioches, qualche goal, tutto è tornato alla normalità.

 

Le persone arrivate per le vacanze non si scorggiano, aspettano impazienti la ripulitura delle spiagge, ed intanto iniziano i tornei di scala quaranta. Un modo per esorcizzare l’alga tanto odiata.

Il saluto e il sasso

Alla fine abbiamo consegnato il sasso di Break Guide, quale segno del nostro passaggio, ma anche quale porta fortuna, per chi si dedica anima e corpo a questa professione, che non è semplice come si crede.

 

In mezzo scorre il “sale”

Salutato il Sardegna Camping, ci dirigiamo verso il ponte, che collega la grande Isola Sardegna, con un’altra Isola più piccola: Sant’Antioco. Il cielo non si è ancora completamente scrollato di dosso i rimanenti nuvoloni neri che ci hanno bagnato durante la nottata, ma la giornata pare volgere al bello. Il passagio da un’Isola “madre” all’apparente “figlia” ha il suo fascino, ad unirle vi è un ponte.

Siamo in una zona, per me mai vista fino ad oggi, quindi sono davvero affascinata dall’idea di scoprire quel che ci saprà offrire. Ci spostiamo lasciando dietro di noi tanta terra coltivata che si affaccia sul mare di una costa davvero fantastica. Andiamo incontro ad una zona dove il mare e terra si uniscono a formare immense saline. Campi di acqua salmastra, che oltre a cambiare nei colori, inebriano l’aria con un alto contenuto di iodio.

Stiamo percorrendo l’ultimo tratto della statale suodoccidentale sarda, mare aperto alla nostra destra, e una lingua di piccoli appezzamenti di terra a sinistra, ci divide dalle estese saline, pronte ad attirare in toto la nostra attenzione. Le immagini scorrono via velocemente, mentre ci spostiamo con l’auto, ma riusciamo a carpire la bellezza di questo inconsueto paesaggio. A posteriori, guardando su google maps, le immagini aeree satellitari, scopriremo che dall’alto avremmo avuto modo di ammirare, con estasi, il gioco dei colori di queste saline.

Hanno sfumature mai viste prima: il verde intenso tende a schiarirsi in un verde quasi giallognolo reso disomogeneo da intervalli marrone bruciato. Là dove vi è meno acqua, si concentra tutto al centro una varietà di marroni via via verso il color senape, che termina con lo stacco netto del bianco puro del sale. Chissà, non sono una che ama parapendio, alianti o cose del genere, però sarebbe bello un giorno vivere dal vivo questa veduta aerea. Per ora mi accontento del nostro cammino, via terra, lungo il quale incontriamo una scritta realizzata con una fila di pietre bianche, poggiate su di un tappeto erboso. Sono in bellavista sul bordo strada sinistro, e ci danno il benveuto a S. ANTIOCO. Siamo sulla punta sud occidentale dell’Isola “madre” Sardegna e stiamo per salire sul ponte. Le coste delle due isole sono vicinissime, quasi non ci accorgiamo di esser definitivamente sospesi sopra a quel piccolo tratto di mare che le divide.

 

Frittolin per pranzo con gabbiani

Ormai è ora di pranzo e sentiamo tutti un languorino. Cerchiamo qualcosa di particolare, che possa regalarci un attimo di allegria, ed ecco materializzarsi un “frittolin” come diciamo noi a Trieste, un posto dove poter mangiare un fritto misto di pesce, sul posto o d’asporto.

Scegliamo all’unisono l’asporto, da consumare su di una panchina rivolta verso la banchina, sul tratto di mare che divide le due isole. Si ha quasi la sensazione di trovarsi sulle rive opposte di un lago. Affamati di novità, ma ancor più di buon cibo, ci tuffiamo ingordi sul fritto misto di pesce appena passato nella semola sarda. 

Un asporto sproporzionato, porzioni esagerate, un gusto davvero unico, una varietà di pesce che non ci aspettavamo proprio, davvero spettacolare! Non sappiamo da dove partire, l’imbarazzo della scelta ci fà ridere di gusto… Anghingò chi mi mangio non lo so, ma ben presto lo saprò, anghingò: io parto con un croccantissimo gamberetto, Noemi sceglie un anello gigante di calamaro; Andrea con un ciuffo di calamaro e Cristian si butta su di un pesciolino mangiatutto.

Man mano che mangiamo troviamo soglioline e pesci un po’ più grandicelli. Il gusto del mare lo respiriamo e mangiamo in un sol boccone, saziandoci molto presto, ancor prima di aver finito la vaschetta d’asporto. Occhi indiscreti ed affamati di alcuni gabbiani, ci osservano in trepidante attesa, come se sapessero che tanta abbondanza, non saremo mai in grado di finirla. Ma con noi cascano male, si devono accontentare, di tirare fuori da alcuni cestini del lungo mare, degli avanzi di altre persone. 

Questo lungo mare è davvero caratteristico. La passeggiata è lastricata di moderni mosaici, dai toni rosso mattone. Una serie di folte palme in fila indiana, la impreziosisce, e s’incastona molto bene con lo sfondo delle case dai colori davvero vivaci. Colori che spiccano molto, in pieno contrasto con questo cielo scuro. Le nuvole si sono di nuovo concentrate e sembrano cariche di pioggia, anche se di tanto in tanto il sole fa capolino. Gironzoliamo un po’ guardando le vetrine dei negozietti che spuntano sotto case giallo arancio e rosse, poi decidiamo che è giunta l’ora di incamminarci verso l’Agriturismo Sa Ruscitta, che si trova verso l’interno di Sant’Antioco, in zona collinare.

Agriturismo Sa Ruscita

Lasciamo alle nostre spalle reti pigramente poggiate sulle imbarcazioni dei pescatori, che si gongolano all’ombra delle vicine barche a vela, dal lungo albero, su cui tintinnano le sartie mosse dal vento. Mano mano la costa è sempre più lontana e la intravediamo sotto di noi, stiamo leggermente salendo lungo tornanti costeggiati da grandi campi obliqui ricchi di olivi. Il paesaggio cambia i suoi abiti marinari vestendosi con quelli di campagna. Un cartello di legno ci comunica che siamo giunti a destinazione e siamo i benveuti! Questa volta siamo in anticipo, rispetto al check-in concordato con Valeria, proprietaria dell’Agriturismo B&B Sa Ruscitta.

Avvisata telefonicamente del nostro arrivo, sappiamo di doverla attendere e così andiamo in perlustrazione, in questa splendida tenuta, in cui regna sovrana la pace. Pare quasi che qui fatichi a scorrere il tempo. Tutto è immerso in una grande tranquillità. Tre cavalli pascolano all’interno di un recinto che delimita una coltivazione di olivi. Diversi esemplari di piante fiorite arricchiscono di colore la rusticità di questo luogo immerso nella natura incontaminata. La pietra viva caratterizza muretti e scalinata, mentre muri bianchi sovrastati da tegole rosse, fanno risaltare le diverse abitazioni dal porticato incorniciato da infiorescenze, con tonalità violacee, rosee, gialloarancio, rosse e dal ricco fogliame verde scuro e verde chiaro.

Oltre a noi vi sono già degli ospiti completamente integrati con il posto, si capisce subito che soggiornano qui già da un po’. Esattamente come salta subito all’occhio che noi siamo i nuovi arrivati, forestieri in attesa di esser ricevuti. Questa attesa ci permette di ammirare come se fosse la prima volta, la ricchezza di una flora dai vividi colori e dalle forme particolari, in cui risaltano diversi fiori del frutto della passione.

Da dietro un cespuglio, timido e discreto ci viene in contro un gatto nero. Cristian e Noemi senza indugio alcuno si proprongono a giocare con lui, mentre io e Andrea fotografiamo, fotografiamo.

A breve Valeria arriverà e ci porterà alla scoperta degli interni, intanto ci godiamo questo contatto diretto con la natura e tutto il paesaggio in cui ci troviamo piacevolmente immersi. Con i ragazzi ci organizziamo e sfruttiamo un bel tavolo con due panche, all’ombra di un grande albero, per portarci avanti con i sassi da dipingere. Cristian e Noemi ne colorano diversi e poi li lasciano ad asciugare all’aria. Io ho il compito di rifinirli e scriverci su con l’unpiosca, l’dentificativo del nostro sito, che una volta asciutto verrà fissato con vernicetta trasparente.

Valeria arriva proprio mentre stiamo per completare il lavoretto e ne rimane piacevolmente sorpresa. Ci confida che tanti dei suoi ospiti trovano ispirazione in questo luogo “meditativo”, e si dilettano a dipingere per intere giornate. Valeria ci ha raggiunto appena finito di lavorare al distaccato agriturismo, gestito sempre da lei e il marito. E’ molto professionale, capisce al volo che abbiamo bisogno di portare in stanza tutto il materiale che serve ad Andrea per documentare il nostro passaggio presso la sua struttura , cosi ci guida al piano superiore per consegnarci le chiavi. Passando dall’ingresso dove vi è un comodo salottino a disposizone degli ospiti, ci fa notare la libreria a cui possono attingere grandi e piccini. Una scala dal corrimano minimal in ferrobattuto ci conduce ad un unico piano superiore mansardato. A destra c’è la stanza da 4 posti, destinata a noi, mentre a sinistra ci viene mostrato il bagno, di fronte al quale si apre una stanza più piccola, per sole due persone, con bagno interno. Esattamente come la location, anche gli interni sono davvero particolari, funzionali, ricercati e curati.

La nostra camera è davvero confortevole e dinamica. Il soffitto mansardato è completamente in legno, così tanto alto da poter realizzare un letto sopraelevato da una piazza e mezzo. Letto che appena addocchiato da Cristian, viene subito occupato da lui. Per me e Andrea un comodissimo letto in ferro battuto, con affianco un letto ad una piazza, destinato a Noemi. Entrambi i letti hanno lo stesso tipo di testata e stesso motivo floreale del copriletto del letto rialzato. Alle finestre tendine leggere, completano con la medesima fantasia un tipo di arredo sobrio, stile provenzale. Sistemate le borse si corre nuovamente fuori.

Io ed i ragazzi torniamo a completare il lavoro dei sassi, mentre Andrea si dedica a fare la videointervista a Valeria, che finalmente può sedersi un attimo al fresco dell’albero, e godersi un momento per sè stessa.
      

 I cavalli di Valeria

Il lavoro dei sassi viene completato velocemente e così Cristian e Noemi si allontanano per raggiungere i cavalli al pascolo nell’oliveto. Tre bellissimi esemplari sono liberi di poter gironzolare e sfamarsi in un grande appezzamento di terreno collinare recintato da un solo filo in cui passa eletricità tenuto qua e là da pochi paletti. Sono cavalli molto quieti completamente integrati in questo paesaggio in pieno relax. La sera si avvicina ed è incantevole veder calare il sole dietro la collina più alta di quest’isola. Noi tutti, Valeria compresa ci godiamo questo magico momento ammirando i colori del completamento di questo giorno, attraverso una cancellata in ferro battuto. Quasi un ingresso verso il mondo della notte, che aprirà i suoi battenti tra qualche oretta.

Cena Angus alla Bisteccheria Le Fontanelle

Dopo una bella doccia ristoratrice nel comodo bagno annesso alla camera, sono a metter in opera una cura per il mio eritema, che mi sto trascinando da giorni. La gentilissima Patrizia Fanni, che abbiamo conosciuto come direttrice del Villaggio Capo Ferrato, mi ha consigliato un rimedio naturale per lenire il fastioso prurito, far sgonfiare e disinfiammare la pelle. Una pala di fico d’india! Sì, sembra strano ma devo dire che è stato risolutivo! Giorni fa Marina, la fruttivendola, si è gentilmente prestata per regalarmi una pala del suo fico d’india, a cui ha tolto tutte le spine. Sono alla terza sera di trattamento e vedo già i risultati. Già da quando siamo stati a Teulada ho potuto applicare sulla pelle quella specie di gel naturale che si trova all’interno della pala di fico d’india. Dopo ogni doccia taglio una parte di pala, come se dovessi sbucciarla. La taglio longitudinalmente, togliendo un piccolo strato che butto via, poi prendo l’intera pala e l’appoggio sulla pelle. Praticamente la parte interna risulta molto succosa e ricca di clorofilla verdissima, della consistenza di un gel. Spalmo proprio questa, in modo delicato, sulla parte interessata dall’eritema. Lascio asciugare, il leggero strato che si deposita senza sciacquare. Ho subito una bellissima sensazione di sollievo, e m’immagino come sarebbe stato ancora più amplificato il suo effetto, se avessi potuto tenere l’intera pala in frigorifero per più tempo. Durante il viaggio non ho questa posibilità, che mi è stata data al B&B S’ATTOBBIU ed ora qui da SA RUSCITTA. Infatti ci torna sempre utile trovare B&B che mettono a disposizione dei loror ospiti dei frigoriferi. Qui da Sa Ruscitta non è molto grande il frigorifero, ma utile quanto basta per avere acqua fresca e poter congelare i siberini, che ci tornano utilti durante il viaggio. Oppure, come in questo caso, per rinfrescare anche una pala di fico d’india!

Il buio si è fatto strada tra le colline ed ora le nasconde con il suo mantello nero. Ma per fortuna quetsa sarà una notte di luna quasi piena e se le nuvole passegere lo permetteranno, potremo vedere queste campagne sotto la luce naturale di questo grande pianeta. Per ora ci focalizziamo sul raggiungere un posto dove cenare in paese, e quindi ritorniamo verso il mare, a Sant’Antioco. L’agriturismo di Valeria sta sera non è aperto, quindi a malincuore non possiamo gustarci la loro cucina. Decidiamo di andare in una bisteccheria. Proprio questa mattina, nello spostarci per raggiungere il B&B, ne avevo vista una.  Pronti partenza e via andiamo!

Il locale si presenta come gelateria artigianale LE FONTANELLE, e questo mi svia. Son sicura di aver letto Bisteccheria, questa mattina, ma ora con il buio non mi accorgo che tale scritta è poco illuminata, ma c’è. Perdiamo un po’ di tempo a giare con la macchina perchè non la troviamo. Stufi di girare cerchiamo su Google e telefoniamo. Praticamente ci siamo passati davanti almeno 3 volte senza mai leggere al di sopra delle luminarie la scritta Bisteccheria. I ragazzi sono davvero affamati, e anche noi adulti non scherziamo. Il fritto misto di pesce è oramai un ricordo di tante ore or sono. Entriamo quindi con i nostri più buoni proposit carne! Le nostre aspettative vengono subito appagate da un piatto con una mega fetta di Angus alla griglia, accompagnato da contorni differenti: patatine fritte per Cristian e Andrea, patate al forno con rosmarino per Noemi, ed inasalata mista con pomodori per me. Non poteva mancare all’appello un fresca Ichnusa e fragranti fette di pane scaldato in piastra.

 

 

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