VENTO, VELE, E MARE – Sardegna in Viaggio

VENTO, VELE, E MARE

25 Giugno 2016

Dopo aver chiuso la serata a Santa Teresa di Gallura, ci aspetta un viaggio verso l’Isola dei Gabbiani a Porto Pollo. Ma prima non si può rinunciare al periplo di Capo Testa e delle sue spiagge. Facciamo una colazione al Bar di Patrizia, sito proprio sotto al B&B, programmando un po’ la giornata, in quanto il sole alto scotta e non poco, quindi bisogna ungersi di crema e avere il cappello a larga falda sulla testa.

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I ragazzi consegnano il sasso dell’amicizia, e salutiamo Patrizia, che ha iniziato questa sua avventura nel mondo dei B&B e sicuramente avrà successo. Il sole è alto e scotta, vediamo dalla punta della collina dove ci troviamo, il mare che luccica, e la sabbia bianca che riflette a specchio. Siamo curiosi di ripercorrere le strade fatte ieri sera a buio, per vedere quali colori rappresentano questo luogo, cosa si cela intorno a questa penisola.

Faro di Capotesta

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Con l’autovettura, a piedi o in bicicletta si può raggiungere il Faro di Capo Testa. Si arriva ad un piccolo parcheggio. Quando siamo arrivati noi con l’autovettura non abbiamo trovato parcheggio, in quanto troppe autovetture parcheggiate. C’era un venditore ambulante che oltre a non essere molto simpatico, occupava uno spazio sul parcheggio. Quindi consiglio di non arrivarci in auto.

Il Faro ha degli orari di visita, 

Cala Spinosa

Lo scenario che la cala offre è veramente maestoso soprattutto per il complesso granitico che la caratterizza. L’accesso non facile la rende poco affollata e consente bagni solitari alla scoperta di scenari di grandissima suggestione, infatti i giganteschi massi granitici che si ammirano sulla costa precipitano anche sotto il livello del mare e per questo è consigliata per i sub. La cala è prevalentemente riparata e offre uno specchio di mare sempre tranquillo. Si può scendere con un po’ di difficoltà, oppure raggiungerla dal mare.

Spiaggia Zia Culumba

La spiaggia presenta una sabbia tra il bianco e il rosa, molto sottile e soffice, un mare dalle sfumature di colore tra il turchese e il verde smeraldo con fondale basso e sabbioso. La bella caletta è particolarmente apprezzata perché molto riparata dal vento di ponente che, da queste parti, soffia piuttosto generoso. Splendide conformazioni granitiche si sviluppano intorno alla spiaggia e dentro l’acqua, contribuendo a rendere splendido questo luogo. C’è un ampio parcheggio, e l’accesso è molto semplice anche per chi ha molto materiale da traportare in spiaggia.

Baia di Rena di Ponente

La spiaggia è caratterizzata da sabbia chiara piuttosto fine e compatta, con la presenza di qualche grosso sasso. Si affaccia in un bellissimo mare trasparente, con un fondale basso e sabbioso, a chiudere questo golfetto. Sulla sinistra il fondale degrada portandosi dietro i massi che sembrano rotolare in acqua. I colori sono vivaci tra l’azzurro ed il verde, con la presenza di posidonie in limitata quantità. Attorno alla spiaggia si snoda un complesso residenziale. Tanti appassionati di windsurf e kytesurf, praticano la propria passione in queste acque. Non c’è parcheggio, se non limitato a bordo strada, e l’accesso è sull’istmo che collega la pensisola. Bisogna camminare su passerelle di legno che conducono alla spiaggia.

 

Camping Isola dei Gabbiani

Finito il giro di perlustrazione abbiamo iniziato il viaggio verso il Camping Isola dei Gabbiani, un’altra isoletta collegata da un istmo, vicino a Porto pollo, nella zona di Palau.

Una giornata calda, il sole era caldo, alto nel cielo, e anche le strade emanavano quel calore pesante, quasi uno “sbuffo” di sofferenza. Ai lati della macchina scorrevano i campi, ed i vigneti. I colori si susseguono formando sequenze arcobaleno dal giallo al verde al blu del mare.

Molti dei campi che superiamo sono divisi da muretti a secco, realizzati con le pietre arrotondate. Non abbiamo trovato nessun chiosco di frutta e verdura, e quindi confidiamo nel market del campeggio.

La strada da asfalto è diventata, asfalto coperto di sabbia, una sabbia diversa, tendente al colore della terra di Siena. Le raffiche di vento la spingono dal bordo strada verso il centro della carreggiata. Non potevamo sbagliare, perché la strada arriva fino ad una specie di strettoia, al centro continua verso al campeggio, mentre su entrambi i lati c’è il blu del mare. Un effetto ottico molto particolare. Tutto sembra spingerci verso il campeggio, tutto porta lì.

Questa è una zona legata al vento, le correnti tagliano in mezzo alle Bocche di Bonifacio, e formano venti tesi e costanti. Ci sono tanti racconti di naufragi e navi affondate che mentre attraversavano questo stretto sono state spinte sulle scogliere.

Appena si supera l’ingresso, delimitato a destra e sinistra da un basso guard rail di legno, si notano delle case in legno, basse, che sono diventate le basi per tutte la associazioni, i club, ed i negozi di windsurf e kitesurf. Ognuna ha un asta con una bandiera, l’acqua è cristallina, bellissima.

Siamo arrivati con la macchina in fondo alla strada, fino alla sbarra dell’ingresso del campeggio, ma avevamo tutti voglia di sole, mare e un momento di pace, in questo paradiso.

Non c’era tanta gente ancora, e c’era posto per parcheggiare l’autovettura a bordo strada. Qui iniziava il dilemma, in quale mare vogliamo fare il bagno? Eravamo un po’ disorientati, ma abbiamo scelto il mare più orientale per mettere gli asciugamani, l’ombrellone e lo zaino frigo, mentre questo avveniva, sia in un mare che sull’altro, sfrecciavano come gabbiani i windsurf ed i kitesurf. Se mi abbassavo al livello della strada, scorgevo solo le vele che si muovevano, come tante farfalle.

Decisi di andare a piedi sul mare occidentale, perché aveva un vento più potente, e potevo fotografare e filmare i surfisti all’opera, mentre sfrecciavano velocemente a pelo d’acqua, e bruscamente interrompevano la corsa, saltando e roteando in aria, a volte usando la vela come un deltaplano.

Nell’altro mare, più tranquillo, tanti bambini piccoli, piccoli, giocavano con i loro giochi vicino al bagnasciuga. Cristian era già in acqua con maschera e action camera, a rincorrere i pesciolini. Laura e Noemi si scaldavano al sole, quasi un gesto rituale, prima del tuffo nel blu.

Da qualsiaisi parte si guardi, si trovano colori, bandiere e movimento, questo è il mare più a nord, quello rivolto al maestrale, che entra prepotente nel golfo, e spinge sulle vele, fa volare i cappelli, solleva la sabbia. Dall’altra parte invece c’è più tranquillità, un accesso al mare perfetto per i bambini, un mare dedicato agli sport, dove il bambino può imparare giocando.

     

 

Ognuno trova il proprio equilibrio, e soddisfa il propri bisogni, chi disteso al sole, chi nel bagnasciuga, chi sulla tavola di un windsurf, chi camminando a piedi scalzi, chi ha trovato il modo di portare una piccola sdraio.

Ogni tappa corrisponde ad una scaletta precisa di cose da fare. Oggi abbiamo montato il campo base, sotto al vento teso e abbiamo scelto una posizione particolarmente protetta, per evitare che tutto voli. Qui gli alberi conoscono molto bene il vento, e si sono piegati al suo volere, a formare forme stravaganti. Abbiamo iniziato con lo scaricare le schede fotografiche, raccogliendo le foto nell’archivio dei due hard disk. Questo per garantire la sopravvivenza delle immagini nel caso uno dei due possa manifestare dei problemi. Le tende sono state fermate a terra con i picchetti ed i cordini sono stati tirati al limite. Bisogna proprio dire che il vento scandisce le giornate, sia perchè mantiene fresche le temperature, sia perchè asciuga qualsiasi panno steso. Disegna i profili della sabbia, sposta tutto, facendo percepire la forza, la sua energia.

Vicino a noi, abbiamo trovato tanti viaggiatori, chi con il camper, chi con la roulotte, chi all’interno delle depandance offerte dal campeggio. Ma proprio vicino a noi, c’era una coppia, con un mezzo da sbarco, un camper autocostruito, saldando pezzi di ferro e alluminio, e aggiungendo legno. Alla fine, sembrava uno di quei camion che partecipavano alle gare nel deserto. Ruotoni giganti, tetto attrezzato con un sacco di scomparti, persone squisite, socievoli e disponibili a scambiare un po’ di chiacchiere. In viaggio da tanto tempo, abituati a guidare e stare scalzi ovunque. Mentre noi cercavamo di fermare sulla tavola le stoviglie, inutilmente, loro comodamente seduti arrostivano nel barbeque salamine e costine di maiale.

Nel campeggio regna la tranquillità, ci sono zone allo stato brado, dove ragazzi giovani hanno piantato le loro tende nel fitto dei cespugli, rendendo ancora più selvaggio il loro trascorrere la vacanza su questo pezzo di Sardegna. I bambini sono liberi, e grazie al vento riescono a far volare gli acquiloni con molta facilità. Tante sono le attività gestite dall’animazione, che diventa un punto di riferimento per chi vuole far vivere delle emozioni nuove ai bambini in vacanza, non un parcheggio, ma una vera e propria scuola, per scoprire attività e giochi nuovi.

Il campeggio è attrezzato con cart elettrici assolutamente non inquinanti, sia dal punto di vista delle emissioni in atmosfera, sia dal punto di vista rumore. Sono attrezzati con pratici carrelli, dove poter riporre tavole, vele ed attrezzatura, per essere poi trasportati al mare. «Uno speciale Taxi del Vento» La vegetazione stupisce ancora, in mezzo ai cespugli spuntano le pale dei fichi d’india.

 

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